Le Parole degli Angeli
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Premorte

La certezza di essere io anche senza il corpo

La certezza di essere io anche senza il corpo fisico testimonianze

 

La certezza di essere io anche senza il corpo

 

Quel giorno avevo avuto un incidente mentre facevo sub e mi avevano portato in ospedale ma, visto che mi sentivo bene, decisi di firmare, uscire dall'ospedale e andai in pizzeria con i miei amici; tra questi miei amici c'era anche un medico chirurgo.

 

Eravamo seduti al tavolo quando i miei amici, improvvisamente, videro che le mie pupille si ritraevano e si vedeva solo il bianco; il mio viso divenne di tutti i colori e poi caddi sul pavimento; l'amico medico non potè che ricontrare un decesso fulminante.

 

Invece ecco che cosa ho vissuto, ecco il mio racconto: ero seduto al tavolo aspettando di mangiare quando, d'un tratto, vidi una sorta di sipario nero che saliva dal basso e che in breve oscurò completamente la mia vista. Mi ritrovai in un istante proiettato nel mezzo dell'universo. Ero sorpreso, guardavo tutto con curiosità e mi chiesi cosa ci facessi là. Non avevo il minimo ricordo di chi fossi "io" nella vita terrena, nessuna immagine, nessun riferimento alla terra, ma avevo la certezza assoluta di essere "Io", mi riconoscevo cioè come entità pensante, sebbene tutti i riferimenti fossero venuti a mancare.

 

Mi meravigliai di non avere un corpo mi sembrava di essere come un puntino luminoso. Dopo pochissimo tempo in lontananza vidi un piccolo punto nero diventare via via più grande, un buco nero che sembrava avvicinarsi a me (anche se, con il senno del poi, non potrei dire se fossi stato io a muovermi verso il buco nero o viceversa). Mi trovo adesso di fronte a questa galleria, io procedo ed entro, la soglia è attraversata da un gas bianco-grigio, sembra ovatta; io procedo, entro e mi ritrovo in una sorta di tunnel di cui non si vede la fine. E' buio, ma mi abituo a questa penombra velocemente. Procedo di moto non mio.

 

Mi chiedo come mai, anche senza occhi io riesca a vedere e sento che anche gli altri sensi sono attivi, percepisco l'ambiente in cui sono nella sua totalità, ma non ho il corpo; dopo un po', vedo delle luci velocissime che arrivano dalla direzione opposta alla mia e mi sfrecciano accanto; anche da dietro arrivano altre luci che mi sorpassano a velocità folle e spariscono davanti e mi chiedo da dove vengono quelle luci? dove vanno?

 

Cerco di vedere la fine del tunnel ma la galleria non è dritta, curva leggermente a sinistra, per cui è impossibile vedere la fine ma con mia grande meraviglia scopro in quella realtà di possedere un senso in più, una capacità in più: riesco a vedere dove sto andando se mi concentro. E' un posto pieno di luce, luce abbagliante e null'altro, ma è solo la soglia. E' là che stavo andando e pensai "Se vado là non potrò più tornare indietro".

 

E subito affermai "Ma io non voglio andare là, io voglio tornare indietro!" e, improvvisamente, mi fermai.

 

Mi meravigliai e mi domandai come mai fosse stato così semplice; cominciai a retrocedere, sempre con moto non mio, senza voltarmi, la qual cosa mi colpì. Il viaggio durò molto meno tempo del percorso che avevo già fatto e in un attimo mi ritrovai fuori dal tunnel. Ero nuovamente nello spazio.

 

Vedevo le stelle, le nebulose, i pianeti ed io ero là in mezzo. Prima di entrare nel tunnel non avevo potuto apprezzare la bellezza del cosmo, adesso invece sono più rilassato, mi sento sereno e mi commuovo davanti a tanta grandiosità.

 

Dopo un po' di tempo, da una parte precisa dello spazio, "sento" una presenza, qualcosa, qualcuno non so come spiegarlo ... non ho visto niente e sentito nessuna parola e ciò nonostante d'un tratto, mi accorgo che il mio interlocutore era stato sempre là e mi aveva seguito mentre ero nel tunnel ed in qualche modo mi aveva forse aiutato a tornare indietro.

 

Iniziammo un dialogo silenzioso, un immenso e incondizionato amore, un flusso di bene. Continuammo così per un pochino, poi in qualche modo ho sentito che dovevo andare, ma mi fermai volontariamente ancora un poco, tanto era sublime quello stato dell'essere.

 

Poi capìi che dovevo andare, ringraziai e mi congedai.

 

Mi svegliai su una barella, sorridendo; attorno a me i miei amici piangevano, c'era tanta gente; mi si avvicinò il mio amico medico facendomi qualche domanda per capire se avevo danni cerebrali, ero rimaso circa venti minuti con l'arresto delle funzioni cardiorespiratorie. Mi portarono in ospedale e là restai altre due settimane.

 

E' la prima volta che racconto quanto mi è successo al di fuori dei miei amici ma è un'esperienza che va condivisa.

 

La certezza di essere io anche senza il corpo fisico testimonianze è l'esperienza di Fabio

 

 

 

La certezza di essere io anche senza il corpo fisico testimonianze

 

La certezza di essere io anche senza il corpo fisico

 

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