Le Parole degli Angeli
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Testimonianze

Gli Angeli Nella Vita Ciò Che Gli Angeli Fanno Per Noi Testimonianze

Gli Angeli Nella Vita Ciò Che Gli Angeli Fanno Per Noi Testimonianze
 
Durante la mia vita, chissà da quanto tempo, ho più volte provato lo stesso tipo di ‘malessere strano’, definendolo, a posteriori, e di volta in volta, ‘angoscia primitiva’. Questa sensazione era sempre infallibile, soprattutto nei riguardi dei miei figli.
 
La prima volta, ripescando nella mia memoria, l'avvertii con il mio primo. Ero al lavoro, tranquillo e sereno come sempre, quando improvvisamente sentii impellente il bisogno di andare a casa. Per ben tre volte chiusi la biblioteca ed entrai in auto per recarmi a casa. I primi due tentativi andarono a vuoto, non trovando alcun nesso logico che giustificasse l'accensione del motore. La terza andò a buon fine. Arrivai a casa giusto in tempo per salvare il bambino che, fra le braccia della baby sitter, continuava a respirare, chissà da quanto tempo, il gas di un fornello della cucina, aperto ma non acceso, allo scopo - seppi dopo - di farlo addormentare. Della scena non memorizzai nulla di preciso tra l'impatto con tale realtà e l'attimo in cui presi coscienza che la ragazza sporgeva già dal balcone dal quale istintivamente volevo farle fare il volo dal terzo piano. Fortunatamente, appena aperta la porta per entrare a casa, avendo avvertito l'odore del gas, non la chiusi. Ciò permise alla vicina di casa di entrare, dallo stesso pianerottolo, appena in tempo per salvare quella sciagurata. Aveva sentito il mio urlo di rabbia e di terrore nel vedere il bimbo cianotico e privo di sensi, e si precipitò per sapere cosa era accaduto. Quando mi ricomposi dal raptus, provvidi a fare per la prima volta la respirazione bocca a bocca e mio figlio fu salvo, appena in tempo.
 
Non so più contare quante altre volte fui avvertito, in modo sottile, per trovarmi al momento giusto nel luogo giusto. Incidenti di vespa di cui furono soggetti entrambi i miei figli, in momenti diversi. Quanti voli da Catania a Bologna! Alberto fu addirittura in prognosi riservata, per ben otto giorni e relative notti, senza che i medici potessero darmi alcuna speranza. Era stato ricoverato in CTO. Prima che lo trasferissero in rianimazione, avevo osservato che il ragazzo smaniava. Ricordo di aver sollecitato più volte la suora del reparto, perchè provvedesse a chiamare il medico di guardia. Ella mi rispondeva indifferentemente che tale sintomatologia era ‘normale’, a causa del ‘riassorbimento’. Il giorno dopo dal ricovero, ero uscito per il pranzo, ma improvvisamente tornai su per assicurarmi che il medico, ad un'ennesima mia richiesta, fosse arrivato. Nulla. Allora esplosi gridando così forte che io stesso ebbi paura della mia voce. Minacciai una denuncia. Arrivò subito il medico che, resosi conto della gravità del caso, provvide immediatamente al trasferimento del ragazzo all'Ospedale Maggiore, in reparto di rianimazione. Ciò malgrado, anche se poi mio figlio si salvò comunque dall'embolia, sarebbe stato meglio se il medico fosse arrivato il giorno prima, quando l'avevo richiesto.
 
Questi segnali particolari erano un avviso ben preciso: ogni volta che avvertivo questa strana sensazione, accadeva qualcosa di grosso. Durante l’arco della mia vita, una dozzina di volte, sono stato letteralmente chiamato e spronato a fare determinate azioni, per salvare qualcuno. So di non aver mai cercato una vera spiegazione della provenienza dell’avvertimento. Come avrei potuto trovarla? Ma nel profondo della mia anima, so di essere stato sicuramente aiutato da Forze invisibili, perchè tante coincidenze non possono essere attribuibili soltanto al caso.
 
Una mattina stavo recandomi in banca per delle operazioni. Andavo a piedi per sbrigarmi presto. Ad un incrocio il semaforo segnava il rosso, per cui aspettai il verde prima di attraversare la strada. Generalmente, anche se guardo, non vedo i particolari delle persone che mi stanno accanto e nemmeno se ci sono persone, perduto come sono spesso nei miei pensieri. Quella mattina, invece, mi accorsi che alla mia destra c’erano: un ragazzo che indossava una giacca a vento verde, e che portava sulle spalle uno zaino da scuola con delle scritte e dei disegni come usano fare gli adolescenti, una ragazza con una giacca a vento rossa, uno zaino con delle altre scritte e disegni, e un nano vestito in modo sgargiante e insolito. Mentre osservavo questa scena, mi distrasse un mio caro amico che aveva già provato, anni prima, per due volte, a orientarmi verso la ricerca spirituale. Mi aveva prestato un libro che non riuscii a leggere non trovandolo interessante perchè in quel periodo prediligevo la filosofia e la scienza. In un secondo momento mi aveva offerto un’altra opportunità con un altro libro che seguì la stessa sorte del primo. Poi desistette dal suo intento e non mi accennò più a cose del genere.
 
Quella mattina mi parlò della mia vita e delle vicissitudini cui ero andato incontro. Mi disse che mi aveva informato in tempo quando mi erano capitate le vicende sopra descritte e riguardanti gli episodi durante i quali quelle sensazioni mi spronavano ad essere presente nel momento giusto e nel luogo giusto. Mentre lo ascoltavo, non ebbi motivo di non credergli, ne’ fui sorpreso. Anzi, ogni sua parola mi sembrava chiarificatrice e rievocatrice di cose che già sapevo. La sua stretta di mano, appena si presentò nell’orizzonte di quell’evento e l’altra, non appena mi salutò per andarsene, erano così ‘reali’ che non c’era motivo di dubitarne. Sarò stato con lui per non meno di venti minuti, provando una gioia mai sperimentata prima di allora. Ma poi, quando si accomiatò, dopo avermi parlato del mio futuro, che poi si verificò alla lettera, nei tempi e nei modi predetti, mi accorsi che il rosso del semaforo era ancora rosso, e il ragazzo, la ragazza e il nano erano ancora lì accanto a me. Il tempo che un rosso diventasse verde, appena pochi secondi, o magari un minuto, si era dilatato alquanto. Un attimo di smarrimento e poi la constatazione che l’incontro non poteva essere avvenuto, perchè egli era morto più di un anno prima.
 
Ometto tutti i particolari del dopo e della crisi che mi attanagliò inchiodandomi in un subbuglio di sensazioni che lascio solo immaginare. Seppi in seguito da Fonti soprannaturali che egli era un Maestro che aveva seminato in me ciò che poi sarebbe diventato pianta. Tuttora, egli comunica con me telepaticamente istruendomi sul cammino spirituale che avevo disatteso quando non ero ancora pronto e, ciò malgrado, i semi erano stati posti anche se in quel tempo ero ancora una roccia. Tre anni prima che morisse mi indicò una data: giorno, mese, anno e l’ora in cui sarebbe andato via da questa Terra. Mi suggerì di scrivere questi dati. Avevo un libro in tasca e, non avendo altro su cui scrivere, li segnai sulla prima pagina bianca del libro intitolato ‘Erasmo da Rotterdam’. Non presi sul serio una sola sua parola e presto me ne dimenticai.
 
Quando seppi che era morto, mi tornò in mente il libro. Lo cercai e lo trovai fra i miei tanti e constatai che la data era proprio quella che mi aveva indicato tre anni prima. Allora, mi ricordai tanti dei suoi interventi che ora in simultanea si affacciavano dalla memoria del tempo. Le sue parole ora assumevano quel significato che non avevo colto durante. Le guarigioni che aveva realizzate, anche per il mio primo figlio, oltre che per altre persone che avevo indirizzate a lui per un aiuto, e tanti, tantissimi episodi che erano rimasti fuori dalla mia coscienza quando si erano verificati.
 
Tutto questo mi ha insegnato che non sempre cogliamo ciò che gli Angeli fanno per noi e che spesso ci rifiutiamo di prendere in considerazione perfino che esistano. Mi ha spronato a cogliere i tanti particolari che si presentano alla mia attenzione quando questa la metto al servizio della ricerca interiore ed esteriore. Che ci si creda o non, sono convinto di aver molto ricevuto in dono da un Angelo e che tutti quanti ne abbiamo almeno uno assegnatoci dall’Amore del Padre. Poi, ognuno è libero di non crederci.
 
Lo scopo di questa testimonianza è quello di dare, a chi voglia coglierla, se non la mia certezza almeno la speranza di non considerarci mai soli e, se ci apriamo, possiamo renderci conto che il Sole brilla per tutti: per i bianchi, per i neri, per i buoni e per i cattivi, perchè l’Amore non ha preferenze come siamo abituati a credere.
 
Se usciamo dai sotterranei nei quali crediamo di dover vivere, possiamo constatare che il Sole non brillava anche prima perchè non sapevamo di dovere emergere dalla tana nella quale continuiamo ancora a credere di essere intrappolati per un avverso destino ineluttabile e renderci conto, nel contempo, che questo stesso destino è soltanto opera nostra.
 
Attilio
 
Titolo Gli Angeli Nella Vita Ciò Che Gli Angeli Fanno Per Noi Testimonianze
 
 

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