Le Parole degli Angeli
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Testimonianze

Gli Angeli Custodi Testimonianze Nel Panico Aiuto Dal Mio Angelo Custode

Gli Angeli Custodi Testimonianze Nel Panico Aiuto Dal Mio Angelo Custode

 

Primo giorno di vacanza. Il viaggio da Roma fino in Val d’Aosta era stato perfetto; la macchina era stata appena controllata dai meccanici della Smart, musica, chiacchiere e la prospettiva di belle passeggiate in montagna.

 

Colazione, abbigliamento da camminatori e poi via, si parte, si va al Rifugio Bezzi, per scaldare un po’ i muscoli. Dopo un chilometro la macchina all’improvviso si spegne, accostiamo preoccupate. Proviamo ad accendere nuovamente il motore e la macchina funziona. Per sicurezza chiamiamo al telefono il meccanico Smart di Roma “Non vi preoccupate, andate, vedrete non succederà più”

 

Si riparte, si spegne altre due volte, poi sembra che tutto funzioni perfettamente.

 

Attraversiamo Aosta e ci dirigiamo verso la valle. Ormai non manca molto, ma la macchina nuovamente ha problemi.

 

Procediamo con molta perplessità.

 

Eccoci. Dobbiamo fare questa lunga e ripida discesa, laggiù c’è il parcheggio e l’inizio del percorso per il rifugio.

 

La macchina nuovamente si spegne, ma poi si riaccende e parte.

 

Siamo sempre più preoccupate, qui, a patto che prenda il telefonino, non può arrivare nessun carro attrezzi, siamo in allarme.

 

Che fare? Non possiamo neanche fare nulla se non sperare che la macchina riparta e ci porti fuori di li. Forse raffreddandosi il motore non ci saranno più problemi. Decidiamo di sistemare la macchina e andare su al rifugio. Andiamo, mangiamo qualcosa e torniamo subito, questo è il programma.

 

E’ sempre bello rifare un percorso in montagna, è sempre diverso, e sono le stagioni a renderlo diverso, quest’anno c’è ancora molta neve, che spettacolo!

 

Sulla via del ritorno nella nostra mente riaffiorano i “E se ...” .... E se, vedremo, se la macchina parte non ci saranno problemi.

 

Si mette in moto .... un metro e si spegne. Riproviamo decine di volte, si mette in moto, un metro e si spegne. Panico, dobbiamo fare la ripida rampa in salita, sarà un chilometro, un chilometro e mezzo. Chiamiamo il meccanico della Smart, non sa che dirci, fatemi chiamare da un meccanico e lo istruirò ....... Si, ma chi ci tira fuori da qui?????

 

“Samuele, Angelo mio, aiutaci, tiraci fuori di qui”, comincia così la mia disperazione e la mia richiesta di aiuto. La macchina fa un metro per volta, a costo di farmi tutta la salita saltando come una ranocchia di metro in metro, decido di affrontare la rampa. “Samuele, Samuele, siamo bloccate, tiraci fuori di qui, spingi spingi questa macchina, tiraci fuori da qua, come facciamo? Non c’è possibilità” e così mentre parlo disperata al mio Angelo, guardo la rampa che mi attende. Devo provarci, devo andare, e la mia voce si fa sempre più forte “Samuele, Samuele, ti prego aiutaci, tiraci fuori di qui, spingi spingi, tiraci fuori di qui. Metto il piede sull’acceleratore e anche la mia voce accelera “Samuele, Samuele” La macchina si muove, un metro, due, tre, inizia la salita “Spingi spingi Samuele, dai ti prego, portaci fuori” Io supplicavo come una matta, col piede sull’acceleratore, la macchina che saliva e Angela protesa fuori dal finestrino che rideva come una matta, non mi aveva mai visto così, non mi aveva mai sentito invocare Samuele in quel modo. Lei rideva, io supplicavo Samuele e la macchina saliva “forza forza siamo a metà della salita, dai Amore mio, spingi spingi, dai ti prego, portaci fuori da qua. E la macchina saliva senza fermarsi, lenta ma saliva senza fermarsi. E si conquistavano i metri e la fine della rampa si avvicinava e io ancora con più forza “Samuele ti prego, tiraci fuori, ci siamo quasi, spingi, ce l’hai quasi fatta, dai dai, ancora Samuele”. Altri metri conquistati. La rampa è finita, la macchina si spegne. Gli occhi guardano davanti, la strada è ancora in salita e ricomincio con la mia invocazione “Samuele, ancora un po’, portaci fino alla discesa, non siamo ancora del tutto fuori, provaci ancora Amore, spingi, tiraci fuori di qui”. Riaccendo la macchina, accelero e così la mia voce. Sale, sale, la macchina procede, sale sale ancora, ecco laggiù c’è il belvedere, da li è tutta discesa “Dai Samuele, ancora un poco, ci siamo quasi, spingi ancora per un poco” Il belvedere, la salvezza, la macchina si spegne, ma da qui, solo utilizzando le marce come mi ha insegnato mio padre posso arrivare fino a valle e li c’è la strada. E così ho fatto e siamo arrivate.

 

Io non so se realmente Samuele spingesse la macchina o utilizzasse dell’energia, so solo che ci ha tirato fuori da li. Ho un Angelo meraviglioso vero? Si, veramente meraviglioso, meraviglioso come tutti gli Angeli in verità

 

Un dolce abbraccio

 

Sara Luce

 

Gli Angeli Custodi Testimonianze Nel Panico Aiuto Dal Mio Angelo Custode

 

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