Le Parole degli Angeli
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Morte di un figlio parole di un genitore ad altri genitori

Morte di un figlio parole di un genitore ad altri genitori che vivono la morte di un figlio, la perdita di un figlio

 

Morte di un figlio Ho deciso di pubblicare questo prezioso articolo scritto dal Dott. Claudio Pisani, medico e creatore del sito www.ampupage.it perché le sue parole trovino eco e siano di aiuto anche dalle pagine di questo sito.

 

Il sito web www.ampupage.it é dedicato a tutti i Genitori che, come me e mia moglie,hanno perso uno o più figli, nonché ai Fratelli superstiti,
una situazione abbastanza comune, anche se meno che nei secoli scorsi. La cultura del benessere, nutrita dagli spot televisivi rigurgitanti di famiglie in ottima salute e con tanti figli belli, biondi, con gli occhi azzurri e sani, é ben lontana dalla nostra realtà di genitori......Non so trovare un aggettivo che definisca il nostro stato, chi ha perso i genitori é un orfano, esistono i vedovi e le vedove, ma noi che abbiamo perso un figlio siamo degli esseri bizzarri e non meritiamo nemmeno di essere citati nel vocabolario. Non abbiamo nome...

Per chi ha subìto un recente lutto

La morte dei nostri figli a qualsiasi età e da qualsiasi circostanza sia dipesa è uno dei colpi più crudeli che la vita può infliggerci.


Il viaggio attraverso il dolore è molto lungo, buio, difficile e doloroso per i genitori che lo devono, volenti o nolenti, effettuare, tanto che ci siamo definiti AMPUTATI.


Nei primi minuti, giorni, settimane, mesi e anche anni, ci troviamo sprofondati in un dolore indescrivibile.
Per noi è molto difficile portare avanti la nostra vita quotidiana o di non pensare che alla morte. Anche quelli che una volta erano i nostri meravigliosi,felici ricordi, condivisi con i nostri figli finchè in vita, ora ci procurano solo altro dolore.


I genitori amputati non "superano" la morte dei propri figli, né la lasciano alle spalle, come il mondo esterno sembra pensare che possiamo e dobbiamo fare.


La morte dei nostri figli non è una malattia da cui si può guarire.


Si tratta di un cambiamento che modifica la nostra vita per sempre e col quale dobbiamo imparare a convivere. Siamo così costretti a fare l'impossibile: costruire una nuova vita e scoprire una "nuova normalità" per noi e le nostre famiglie in un mondo senza di Loro.


E 'importante per i nuovi arrivati sapere che si sperimentano un'ampia e spesso spaventosa varietà di intensi sentimenti dopo la morte dei nostri figli.


E 'anche importante comprendere e sapere che tutti i sentimenti che si provano sono naturali e normali in tali circostanze.


Altrettanto importante è sapere che, per quanto possa sembravi assurdo,non proverete per sempre questo dolore.
Sul momento però, si deve seguire l'istinto della nostra anima e lasciare che il nostro cuore si affligga. Il dolore derivante dalla morte d'un figlio non può essere ignorato o evitato.


È necessario valicarlo, al fine di uscire dall'altra parte.


Siate dolci e pazienti con voi stessi e la vostra famiglia, abbandonatevi pure al pianto, all'accoramento, e raccontate in giro la storia dei vostri Figli quante volte volete e per tutto il tempo necessario perchè
alla fine tornerete di nuovo a sorridere, anche se non potrete mai dimenticare il vostro bambino: lui o lei sarà con voi nel vostro cuore e nei vostri ricordi per tutto il tempo che vivrete.


Alcune delle cose che è possibile che si verifichino o che si provano sono:

Depressione.

Una profonda nostalgia e senso di vuoto.

Desiderio di morire.


Questa sensazione di solito passa nel tempo, quando vi renderete conto che si deve andare avanti per il
bene degli altri membri della famiglia, per voi e per il figlio che è morto.

Profonda tristezza.

Piangere spesso, a volte inaspettatamente.

Incapacità di concentrarsi su qualsiasi cosa, spesso sbagliando il posto degli oggetti.

Chiedersi: "Perché?"

Turbe della memoria.

Interrogarsi continuamente con domande senza risposta tipo:


"Se solo avessi ....?"
"Perché non ho ...?"

Fare inutili colpe a sé stessi o sull'operato degli altri.


Provare collera contro di voi, i membri della famiglia, Dio, i medici
e persino contro il proprio figlio per esser morto.

Temere d'impazzire (molto normale!)

Forte esaurimento fisico: essere addolorati è un duro lavoro
e consuma molta energia!

Disturbi del sonno, oppure dormire troppo per evitare il dolore.

Sintomi fisici come pesantezza al petto o difficoltà a respirare (se queste sensazioni persistono consultare il medico), costrizione alla gola, sbadigli, sospiri, o addirittura iperventilazione e respiro ansimante.

Mancanza di appetito o eccessi alimentari.


Aumento o perdita di peso. Ansia.


(Spesso associato con comportamento iperprotettivo verso gli altri figli e membri della famiglia.)

Negazione della vostra perdita, pensando che prima o poi tornerà.


(Chiedere aiuto ad uno Psicologo se la negazione della realtà persistesse oltre un mese).

Necessità di raccontare continuamente le circostanze della disgrazia.

Incapacità di lavorare in modo proficuo.


Avere difficoltà a fare la spesa per non vedere il suo cibo preferito sugli scaffali.


Sentirsi in colpa per aver sorriso o riso, pensando:


'come posso sorridere quando mio figlio è morto?'


(Ricordate che Loro desiderano che la nostra vita sia
felice il più possibile, nonostante tutto).

Pensare che il coniuge o altri membri della famiglia non capiscono il vostro dolore o non sono in lutto, come si pensa che dovrebbero essere,
ma ricordate che ognuno piange in modo diverso.

E' facile perdere i vecchi amici perchè sembrano non capire il vostro dolore, perciò fate nuove amicizie attraverso gruppi di sostegno con persone che sono nelle vostre stesse condizioni e quindi in grado di capire i vostri sentimenti.

Sentirsi come se si stessero facendo progressi, per poi ripiombare nell'angoscia è normale: la guarigione di solito avanza di due passi avanti e d'un passo indietro per un lungo periodo di tempo.

Sentirsi frustrati perchè gli altri credono che sarete "più presenti" in un mese, sei mesi o un anno o addirittura pretenderlo da se stessi, senza rendersi conto che guarire è un processo molto lento. Siate pazienti con voi stessi, ricordate che non siete gli unici ad aver avuto questa esperienza.

Quanto abbiamo fin qui elencato rientra nei comportamenti tipici, naturali e normali a seguito d'un lutto genitoriale.
Non si possono ignorare, ma ci si deve lavorare sopra, ricordandoci che, se tentate di negare le vostre emozioni, è necessario molto più tempo per sentirsi meglio.


Non ci sono calendari per il dolore, ogni persona deve prendersi il tempo necessario per superare il lutto. Noi riteniamo , dopo tanti anni di contatti a distanza e personali, che il processo del lutto può essere reso un po' più facile se lo condividete con noi per ottenere sostegno, per essere aiutati a capire il vostro dolore e per sapere come comportarsi.


Siamo già passati anche noi attraverso le stesse angoscianti situazioni,
in tanti siamo sopravvissuti e siamo pronti ad aiutarvi .

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La regola vorrebbe che i genitori premorissero alla propria prole, la realtà purtroppo non é sempre così rigidamente inquadrabile entro certi schemi mentali. Ho creato perciò questo termine per definire in una sola parola la nostra triste condizione: "AMPUTATI".....

AMPUTATI perché un figlio in meno é una parte di noi stessi che é sparita, AMPUTATI perché nel cammino della vita saremo sempre un passo indietro rispetto a chi i figli li ha, AMPUTATI perché........

S T O P !

Trovate voi delle altre definizioni, se vi piace piangervi addosso, perché
questa pagina é scritta da uno di voi e da chiunque vorrà collaborare
affinché possiamo asciugarci le lacrime e reagire...!

Sappiate che i nostri Figli non sono partiti (non userò mai la parola *morti* o *deceduti*) senza un buon motivo: Dio lo conosce e ce lo dirà quando giungeremo da Lui per essere di nuovo insieme a Loro. Non vogliono lacrime e dolore, li terrebbero ancoràti a questo mondo che non gli appartiene più , devono CRESCERE spiritualmente, devono andare avanti nel loro Cammino, la miglior cosa che possiamo fare per onorare la Loro memoria è dedicarci agli altri, a chi soffre come noi e più di noi. Non c'è bisogno di andare a fare i Missionari in terre lontane, magari proprio dietro l'angolo di casa nostra ci sono persone bisognose di aiuto e noi non lo sappiamo. Non crediate che le parole, se sgorgano dal profondo del nostro cuore, non possano dare conforto. Gesù ha detto che ogni nostro più piccolo gesto di bontà é tenuto in gran considerazione Lassù .....

A questo punto vorrei precisare che questa non é una pagina religiosa, verranno trattati temi relativi alla SPIRITUALITA' ed alla COMUNICAZIONE con l'Aldilà ALLA LUCE DEGLI ENORMI PROGRESSI CHE SI STANNO COMPIENDO IN QUESTI ULTIMI ANNI. Purtroppo questo tipo di informazione è molto carente in Italia mentre nei Paesi Anglosassoni ci sono molte organizzazioni che studiano anche dal punto di vista scientifico, il mistero della vita, vi basti per tutte la celeberrima Università di Princeton, ove studio' ed insegno' il grande Albert Einstein, oppure andate a visitare
il Sito del Dottor Melvin Morse (sì, Medico come me!) un Pediatra americano che ha dedicato molto tempo allo studio delle esperienze di Pre-Morte dei bambini. Ognuno sarà libero di professare o no qualsiasi Religione, (purché rispettose del Prossimo) su queste pagine, le Religioni sono un mezzo per arrivare a Dio e non uno scopo di vita, l'importante è che accettino questi DUE soli Comandamenti:

1)Ama gli Altri come Te stesso
(quindi, ANCHE Te stesso!)

2) Non giudicare mai l'altrui operato!

 

 

 

Morte di un figlio parole di un genitore ad altri genitori che vivono la morte di un figlio, la perdita di un figlio è uno scritto di Claudio Pisani responsabile di www.ampupage.it

 

 

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