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Gruppo Di Preghiera I Messaggi Delle Guide Angeliche Sulla Vita

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Le Guide Angeliche dettano a Lidia al Gruppo di preghiera Amore e guarigione di Catania

 

07.05.2013

 

Fratelli diletti, sono con voi.

 

Il mio spirito esulta nella vicinanza con i vostri spiriti. Lo scambio energetico fra i vostri e i nostri spiriti è come un abbraccio d'amore che voi vi date e dal quale ricevete gioia, ricevete soddisfazione, intima soddisfazione.

 

Vorremmo, con tutto noi stessi, che la nostra presenza recasse ad ognuno di voi un poco di gioia, quella contentezza che a volte la vita non vi offre, la vita, con i suoi alti e bassi. Eppure, in questa pericolosità dell'esistenza, sia per conservare la vostra integrità fisica e psichica, sia per portare sostentamento al vostro corpo con il lavoro, c'è molto, moltissimo da imparare. Tutto quello che voi vorreste eliminare - come non congeniale al vostro intimo desiderio di serenità, di stabilità affettiva - è, invece, motivo di grande approfondimento, di grande considerazione. Qualcuno si chiede: “Perché tutto questo?”. Perché, come sapete, come avete già appreso da noi e da altre innumerevoli fonti di conoscenza superiore, l'apprendimento spirituale poggia principalmente sulle prove della vita, sulle sofferenze. Ma non pensate che sia sempre così perché è solo uno fase di quel curriculum spirituale che vi compete.

 

Una rinascita comporta inevitabilmente sofferenze su un piano fisico e spirituale ma se si comprende in pieno il significato di tutta la propria vita, non ci sarà più bisogno di esperire nel dolore, di esperire nella apparente limitatezza dello spirito.

 

Pertanto, gli ambiti - chiamiamoli così i luoghi di apprendimento dell'essere che vuole, che desidera avvicinarsi all’Amore primo - sono i più vari e non sempre impregnati di dolore e di fatica.

 

A volte – sapete - si torna sulla Terra non per pagare un debito proprio ma per offrire la propria vita, la propria esistenza al servizio di altri. Si parla di una vita santificata, tutta imperniata sull’amore per gli altri. La rinuncia alla propria gratificazione, con un volontario allontanamento da uno stato di perfetta beatitudine, viene considerato dal nostro Creatore un grande gesto. È un gesto di rilevanza universale perché così come investe il programma di quella creatura, investe tutti voi uomini e ha ripercussioni su tutto il Creato, su tutto l'Universo.

 

Avviene, quindi, come una trasmissione sonora, vibratoria dell'amore che si porta su questa dimensione, che si dà su questa dimensione e che si propaga in tutto l'Universo. L'Universo che lo assorbe come una spugna e come una spugna lo rinvia sull'Universo tutto, su tutti i Pianeti e sulla vostra Terra, su tutti voi uomini. È un meccanismo meraviglioso che non è facile da capire, da comprendere ma potete arrivarci anche voi, voi uomini se vi allontanate, vi distaccate, anche solo per poco, dalle ristrettezze degli ambiti umani, dal pensiero ristretto della dimensione che vi ospita. La fisica quantistica ha messo in evidenza questa Legge meravigliosa che riguarda la fisicità ma si applica anche alla spiritualità. Lo spirito segue la materia nelle sue varie forme, nelle sue varie consistenze, anche i nostri corpi sottili sono fatti di materia, di materia purissima, di purissima Energia.

 

Anche voi uomini nostri fratelli avete le stesse componenti e, in più, avete un corpo fisico creato apposta per darvi la possibilità di fare esperienze con i vostri sensi: esperienze di amore, esperienze di aiuto agli altri ma anche esperienze di conoscenza attraverso la vostra mente e il vostro cuore.

 

È vero che il cuore fisico ha una sua funzione principale nella distribuzione del sangue in tutti gli apparati ma non è da sottovalutare l'influenza che riceve dai corpi sottili, dei vari chakra che presiedono ai sentimenti, alle intuizioni, alle emozioni.

 

Altrettanto il vostro fegato e così il vostro stomaco; ogni organo, ogni apparato non è isolato in compartimenti stagni e l'organicità di tipo fisico è anche un'organicità di tipo spirituale.

 

Quando avete un male che colpisce una parte del corpo, ricorrete ai medici e alle medicine, giustamente, ma dimenticate un fatto importante: la causa scatenante di quel malore, di quel sintomo doloroso, di quella sezione o di qualsiasi altra sezione. Bisogna ricercare, risalire alla causa, anche a una causa antica, ad un dolore morale, ad una carenza di affetto, ad un risentimento, ad un rancore che nel tempo hanno prodotto quel malanno, quel sintomo che il vostro corpo registra. Ogni dolore vi deve fare pensare e riflettere che c'è ancora qualcosa dentro di voi che dovrà essere riveduto e corretto, sempre a vostro beneficio per evitare che vi procuri ancora danno, vi procuri ancora malessere.

 

Voi pensate che molti malanni siano riconducibili alla vecchiaia, allo scorrere del tempo o all’alterazione del metabolismo. Questi sono fattori da non escludere ma bisogna andare oltre: tutto il vostro corpo, tutti i vostri corpi, sono la registrazione e la risultante dell’insieme di tutto il vostro vissuto.

 

Cosa avete fatto? Cosa avete pensato? Come avete agito durante tutti questi anni della vostra vita, nel cosiddetto bene e nel cosiddetto male?

 

Questo mio discorso non vuole tendere a colpevolizzarvi, a farvi sentire ormai rassegnati, rassegnati ai vostri malanni, piuttosto deve servire per farvi scuotere da certi convincimenti e, così, ogni giorno, rivedere e correggere il pensiero. Se noi inneggiamo sempre alla gioia, alla preziosità della vita, essa deve essere vissuta senza stanchezza, senza trascinamento, piuttosto nella sua pienezza con un appagamento pieno. Trascinarsi un'esistenza come un castigo divino è la cosa peggiore che si possa fare.

 

La vita è piena di allettamenti, di gratificazioni che non vanno ignorati, fratelli; per quelle che sono le vostre possibilità, allietate la vostra vita con i piaceri del corpo ma anche con i piaceri dello spirito.

 

Tutto è sacro, tutto nella vostra vita è sacro. Ciò che vi è stato dato dal nostro Creatore ha una sua ragion d'essere ed è rivolto sempre al vostro bene, al vostro vantaggio.

 

Occorre sempre non strafare, non eccedere nel cercare appagamenti a tutti i costi e dimenticare di pensare agli altri, a dare gratifiche agli altri, ai vostri fratelli; ma anche sacrificarsi eccessivamente per gli altri e non pensare a se stessi, mortificando se stessi, è un modo sbagliato di vivere, di affrontare la vita. Se il sacrificio viene vissuto pesantemente, allora è meglio non farlo, non attuare questo tipo di sacrificio.

 

Quello che c’è nei vostri cuori è conosciuto da ognuno di voi e nessuno dall'esterno può dire che è giusto questo e non è giusto quell'altro. Solo Dio conosce le vostre vere motivazioni; il modo come conducete la vita è un fatto soltanto unicamente personale e rispecchia le motivazioni interiori.

 

Quindi, nessuno può criticarvi o giudicarvi per quello che fate o per quello che non fate. Tenete sempre in mente il principio universale di non fare agli altri quello che non vorreste fosse fatto a voi, di non costruire la vostra felicità sacrificando la felicità degli altri.

 

La vostra coscienza, la coscienza che è sempre presente, vivida in ogni essere umano, anche se a volte non è ascoltata o non la si vuole sentire, la coscienza vi dirà sempre se siete sul giusto cammino o se avete deviato, se avete percorso un tracciato tortuoso e inutile. Ma non scoraggiatevi mai perché si può sempre tornare indietro sulla cosiddetta retta via, su quel tracciato lineare che voi stessi vi siete assegnato e che porta alla conoscenza di voi stessi e quindi alla conoscenza di Dio.

 

Perché, fratelli miei, quando vi conoscerete veramente, quando sarete in grado di conoscervi veramente, allora non ci sarà più bisogno di rinascere, di fare altre esperienze, di accumulare apprendimento: la conoscenza dentro di voi sarà già riscoperta nella sua grandezza, nella sua vastità, quindi sarà conoscenza di Dio.

 

È ancora presto per dire. “Io mi conosco, io so tutto di me”., Non è così, fratelli, ma c’è un tempo per ogni cosa e quel tempo arriverà, ne siamo certi.

 

Conoscendo le vostre entità spirituali e tutti i vostri vissuti incarnativi siamo certi che siete a buon punto.

 

Avete imparato tante lezioni dalla vita, dalle varie vite: quelle che avete amato e quelle che avete odiato ma tutto questo apprendimento ha dato forza al vostro essere e la possibilità di avvicinarvi sempre di più alla conoscenza. Quella con la “C “ maiuscola.

 

Voi pensate che questa vostra vita possa pesare tanto sul vostro curriculum spirituale ma non è così; essa è un fiat di fronte all'eternità in cui è inserito l'essere. L’essere non ha tempo, non si colloca nel tempo e il tempo si forma, prende forma al momento in cui esso serve. Come spiegarvi questo concetto? Il tempo diventa un fatto relativo perché voi possiate sperimentare determinate cose e poi è come se si chiudesse una parentesi, non esiste più. Si ripropone di nuovo con una nascita e, nel seguire degli anni, con una morte e poi non esiste più. Il tempo lo create voi perché vi serve, perché vi è necessario.

 

Nell'assoluto non c'è il tempo, non c’è passato, non c’è futuro: è tutto presente. Tuttavia il tempo vi è necessario per capire le trasformazioni su voi stessi e sugli altri: l'evoluzione si snoda nel tempo. Cominciate a dare meno importanza, meno valore assoluto che di solito si dà al tempo.

 

Addio. Vi saluto, fratelli, vi lascio la mia luce.

 

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