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Riflessioni sulla conoscenza

 

21.05.2019

 

Le Guide Angeliche dettano a Lidia al Gruppo di preghiera Amore e guarigione di Catania

 

Un saluto a tutti voi fratelli diletti, che questa sera ci avete chiamato perché i vostri cuori sono desiderosi e pronti a questo scambio energetico. Uno scambio energetico che è prodotto dall’Amore, che è l’elemento primario, l’elemento insopprimibile di ogni relazione, di ogni rapporto. Noi, fratelli di un’altra dimensione, che non solo coltiviamo, ma viviamo per questo sentimento, come non possiamo non accogliere la vostra richiesta e farci partecipi della vostra vita? E come sempre, la nostra partecipazione non intacca la vostra libera volontà, non vi induce a riconoscere verità che non sono già dentro di voi. Quegli aspetti della verità che man mano che voi crescete in consapevolezza e in saggezza diventano sempre più profondi e, a volte, quasi inconcepibili. Ma la verità, come già sapete, è quel grande libro di conoscenza, di esperienza di tutti i tempi, di tutte le esistenze che man mano viene sfogliato, pagina per pagina, sfogliato e compreso, e non si può passare ad un’altra pagina se non si è edotti di quelle precedenti.

 

La conoscenza è infinita, a volte sembra inaccessibile alle menti umane, ma niente e nessuno vieta di approcciarsi ad essa e di farla propria, sempre nei tempi e nei modi giusti, quando si è capaci di introiettarla, di farla propria appunto. Cioè a dire, che la conoscenza è direttamente proporzionale alla crescita dell’individuo, alla sua capacità di consapevolezza, di apprendimento.

 

Qualcuno ha voluto citare una frase, non comprendendo il suo significato nella sua interezza: non bisogna dare le perle ai porci. Di questa frase bisogna capire il vero significato, la sua profondità: la preziosità delle perle date ad un animale sono uno spreco, sono un’azione inutile, perché non apprezzerà ciò che gli viene dato; ma quando non è un animale, ma è una persona consapevole, aperta e pronta a recepire una verità, allora le perle diventano un dono prezioso. Non solo prezioso, ma un dono confacente a quella persona, a quella creatura. Ma come si fa a capire se chi ti sta difronte è pronto a recepire la verità, una verità anche più grande di quella che ci si aspetta?

 

In questo caso gioca molto la saggezza, l’intuizione, che dovrebbe fare da Maestro nella vostra vita, quando volete mettere al corrente i vostri fratelli di quelle cognizioni, di quel sapere che avete dentro, che avete fatto vostro. L’intuizione, la saggezza, farà si che ciò che dite possa essere recepito dalla persona che vi sta dinnanzi.

 

Alla stessa maniera, fratelli, il percorso che avete fatto con noi in questi anni di sodalizio, di amore scambievole, che cosa ha creato, oltre quella gioia, quella soddisfazione che è un fatto scontato, risaputo, ha creato le condizioni ideali perché una grande verità, una verità che si allarga sempre di più, possa essere trasferita nei vostri cuori e nelle vostre menti. Cioè a dire: siete stati voi stessi a diventare recettivi nel far vostro qualcosa che fino a poco tempo fa, pochi anni fa, sembrava impensabile.

 

Vi abbiamo sempre esortato a non restare fermi nelle vostre certezze, che pur essendo dei capisaldi nella vostra vita, tuttavia erano sempre oggetti di cambiamento, di accrescimento, di ulteriore acquisizione. E tutto questo voi lo avete messo in pratica, e oggi vi sentiamo come dei crateri di un vulcano, pronti a recepire qualcosa che proviene da altre dimensioni. Queste bocche vulcaniche sono in continuo fermento, ma non per eruttare qualcosa che non vi serve, che vi danneggia o che può danneggiare altri, sono una fucina continua di energie che si rinnovano. Attraverso questa fucina - che è il fuoco eterno! - potete sconfiggere ogni vostra malattia, ogni turbamento della vostra anima. Ogni residuo karmico può essere bruciato, estinto, se riconoscete di avere le capacità e le possibilità, sempre che siate fermi nel pensiero e nell’azione, fedeli al principio dell’autodeterminazione, un principio inalienabile che nessuno vi può portare via, neanche il nostro Creatore.

 

L’autodeterminazione può essere esercitata in svariati ambiti della vostra vita: nel lavoro, nell’ambito della salute, dell’armonia con i vostri simili, ma dovete crederci e considerarla come regola imperante della vostra vita. Autodeterminazione nel creare attorno a voi l’ambiente desiderato; la serenità della vostra casa, della vostra famiglia, la serenità del vostro patrimonio e soprattutto il pensiero costante che ogni disfunzione, ogni anomalia della salute, può essere curata, controllata e guarita. Se a volte questa guarigione non arriva, così come la desiderate e come ve la auguriamo, è perché ci avete messo poco impegno; non cercate altri elementi per giustificare il prolungamento di una malattia, di una disfunzione. Pertanto vi esortiamo a mettere maggiore impegno nel riproporre quel benessere tanto desiderato; benessere legittimo, benessere che il nostro Creatore ha voluto per ognuno di voi.

 

Ricordatevi sempre che con il pensiero si crea e con il pensiero si distrugge, ma c’è sempre tempo per riparare il malfatto, c’è sempre tempo per poter rivedere i propri errori. Non errori di comportamento, ma solo di pensiero, errori che provengono dalla sfiducia interiore, dal non sentirsi partecipi e parte integrante della Provvidenza Divina.

 

Noi vi esortiamo a questa presa di coscienza al fine di vedervi felici, appagati della vostra vita. Sappiamo anche come siete diventati dopo il distacco dalla massa inconsapevole, da tutti quei fratelli che hanno imperniato la propria vita sulla ricchezza smodata, sull’avidità continua. Sappiamo come siete integerrimi, come accettate la vostra condizione, tutti gli aspetti della vostra vita, pur nel riconoscimento di quelli buoni e quelli meno buoni; non vi disperate più per ciò che non avete ottenuto nel lavoro, nella famiglia, ma vi sentite paghi, appagati per il benessere di cui siete circondati.

 

E allora cosa manca? Manca una svolta nuova da dare al vostro pensiero, per ricondurlo al pensiero di un bambino, di un essere innocente che vive nelle favole, nei racconti fantastici, che gode delle piccole gioie, delle piccole soddisfazioni. In questo ritorno all’infanzia c’è tutto il benessere che vi siete negati, che vi siete lasciati alle spalle. Ora, con la saggezza di un adulto, insieme alla spensieratezza di un bambino, potete accedere ad una parentesi nuova della vostra vita, che pur non essendo una parentesi di giovinezza, tuttavia si presenta a voi densa di soddisfazione e propiziatrice di gioia.

 

Sappiamo tutti che, non è la giovinezza di per se che porta speranza, che porta felicità, ma COME ci si accosta alla giovinezza, alla vecchiaia o alla maturità. Ed è questo che vogliamo da voi, che possiate accostarvi alla maturità con lo spirito giovanile di un bambino, di un giovinetto. E così non sentire gli acciacchi dell’età: quei limiti a volte fisici, che fanno disperdere la gioia di vivere.

 

Ogni età della vita racchiude tante gioie, ed è propiziatrice di soddisfazioni a volte ancora non conosciute.. Questo è il nostro augurio, ma anche la nostra certezza, nello spingervi verso questa nuova parentesi di vita, ma anche nel seguirvi passo dopo passo attraverso le varie fasi di questo percorso che, ricordate, è un percorso nuovo! Un percorso ancora da vivere, con tante sorprese, con tante novità e soprattutto un percorso speranzoso.

 

Ci saranno nuovi incontri, conoscerete altre persone, e quello che vi sembra in questo momento un abbandono da parte dei vostri fratelli, sarà solo un ricordo. Come sempre non sarete voi a chiamare altri fratelli, ma saranno loro ad avvicinarsi a voi, per l’attrazione energetica che già noi sentiamo provenire dai vostri cuori. Una risonanza energetica che non si può ignorare, che non si può disconoscere. Quindi non ci sono impedimenti dovuti al tempo, allo spazio. Questo per rassicurarvi che l’amore che avete dato ai vostri fratelli in questi incontri, in questi anni di sodalizio, non è andato perduto; sebbene non ritornerà a voi dalle stesse fonti, siamo sicuri e certi che ci sarà comunque un ritorno.

 

Continuate ad esercitarvi nell’approfondimento di tanti concetti basilari della spiritualità, di temi metafisici, che a volte risultano di difficile comprensione per qualcuno, ma che qualcun altro sarà però in grado di esplicare, di spiegare meglio. Sempre insieme al gruppo voi crescete e ciò che non avvertite è lo scambio energetico di cui fate incetta: se ognuno di voi si predispone benevolmente si sente simpaticamente attratto dagli altri e non crea blocchi mentali, diaframmi di antipatia o di superiorità.

 

Domanda:

 

La pratica della cremazione può essere considerata uno shock per il corpo fisico che in breve tempo cambia il suo stato o può essere considerata una liberazione dal corpo fisico, positiva per lo spirito?

 

Risposta: se si rispettano dei tempi necessari affinchè si arrivi dalla morte alla cremazione, allora questo disagio per l’entità, nel sentirsi spogliata dal corpo fisico, non dovrebbe esistere. Il problema è quando si passa immediatamente dalla morte fisica, decesso, alla cremazione perché bisogna sbrigarsi e disfarsi subito del morto, del defunto. Allora questo non è un atto d’amore, di carità verso quell’essere, che dovrebbe essere aiutato a poco a poco a staccarsi dal primo corpo pesante e poi dagli altri corpi, un processo che dipende dalla sua condizione spirituale.

 

Come principio, la cremazione, non è contro la legge divina, o contro la volontà dell’essere, perché anche venire seppelliti nella terra significa poi diventare cenere, polvere. È vero che occorre più tempo, però il processo è uguale. Per quanto riguarda i corpi sottili, essi sono sempre presenti, anche con la cremazione, non possono essere intaccati dalle fiamme, viene intaccato solo il corpo pesante. Non c’è sofferenza da parte del defunto, perché si porta appresso i suoi corpi sottili che a mano a mano dovrà eliminare, sempre in quel percorso, più o meno lungo, più o meno breve, che non è uguale per tutti, e dipende non solo dall’amore che gli viene inviato, ma soprattutto da quanto lavoro ha fatto su se stesso prima di morire, e se era pronto al trapasso. Una malattia lunga porta lo spirito, a poco a poco, a decidere di andarsene; un evento fortuito può portare ad uno shock, la morte violenta non dà la possibilità di rendersi conto di quello che sta avvenendo, e quindi occorre fare passare almeno due giorni di attesa prima di procedere alla cremazione.

 

Chiudiamo questo incontro, sempre augurandovi la luce dell’Universo come compagna della vostra vita, per illuminare il vostro cammino, per rendervi consapevoli di tutti i passi che fate, di tutte le azioni che mettete in atto, di tutti i pensieri di cui siete propagatori. Quindi pensiero, azione e soprattutto riconoscimento della vostra grandezza. Una grandezza divina che non ci fa sentire superiori e migliori degli altri, ma che non ci fa neanche sentire indegni di ricevere il suo amore e la sua benevolenza.

 

Addio fratelli

 

Riflessioni sulla conoscenza sono frasi delle Guide Angeliche

 

 

 

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