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Momenti di tenerezza

La Fiducia Nel Genere Umano

La Fiducia Nel Genere Umano Gesti Che Cambiano Il Mondo 1

 

La Fiducia Nel Genere Umano

 

Basta un piccolo gesto per cambiare il mondo, ma c'è chi ha fatto molto di più ed ha deciso di dedicare la propria vita agli altri, spesso rinunciando non soltanto al lusso, ma anche a tutto ciò che noi consideriamo una normale comodità

 

Ci sono storie che ci ricordano che ognuno di noi è in grado di rendere il mondo un luogo più accogliente, rispettando gli altri, l'ambiente e gli animali ed aiutando chi si trova in condizioni di disagio e di difficoltà. Ecco dieci esempi di storie eroiche e di generosità incondizionata che ci aiutano a sperare in un mondo migliore e che magari ci spingeranno ad agire in prima persona.

 

1) Jose Mujica, il presidente che dona ai poveri

 

Jose Mujica è il presidente dell'Uruguay, diventato famoso per aver donato ai poveri il 90% del suo stipendio statale e per aver permesso ai senzatetto di dormire nella dimora presidenziale. E' il presidente più povero del mondo e quello che tutti noi vorremmo avere. Per vivere ha scelto una casetta di campagna molto modesta, dove coltiva l'orto e conduce una vita semplice. Per anni ha combattuto a lungo per l'uguaglianza e la parità. La sua scelta di vita attuale ne è la naturale conseguenza. Il suo esempio è un appello alla sobrietà.

 

Approfondimento: Rinuncia ad agi e lusso e diventa il Presidente più povero del mondo. È l’uruguaiano Jose Mujica, che ha scelto di donare ai poveri il 90% del suo stipendio statale e di far dormire nella dimora presidenziale i senzatetto. Per contro, con uno stipendio di 775 dollari al mese, lui vive in campagna, dove coltiva l’orto e conduce una vita semplice e spartana, insieme a sua moglie, la senatrice Lucía Topolansky, e ai suoi cani.

 

Nessuna auto blu, né fiumi di denaro. Il Presidente dell'Uruguay lavora la terra, raccoglie l’acqua da un pozzo e stende personalmente i suoi panni sui fili nel giardino. Quando militava tra i Tupamaros, un'organizzazione radicale marxista ispirata alla Revolución cubana, che rapinava le banche e distribuiva soldi e danaro ai poveri ai poveri, il suo nome di battaglia era “Pepe”.

 

A causa di questa attività politica, vissuta all’insegna del motto "Il mondo ci divide; l'azione ci unisce", ha trascorso 14 anni in carcere, fino al 1985, molti dei quali in isolamento. Anche per questo Mujica è un Presidente molto speciale, il cui bene più “prezioso” è un maggiolone azzurro del 1987. A raccontare la sua storia è la BBC, in un reportage di Vladimir Hernandez

 

Mujica spiega: “ho vissuto in questo modo la maggior parte della mia vita. Posso vivere con quello che ho. Dicono che sono il presidente più povero, ma io non mi sento povero. Le persone povere – aggiunge il presidente – sono quelle che lavorano solo per mantenere uno stile di vita agiato e costoso, e vogliono sempre di più. E' una questione di libertà. Se non possedete molto, non avete bisogno di lavorare come uno schiavo tutta la vostra vita per mantenere tutto quel che avete. E quindi avete più tempo per dedicarvi a voi stessi”.

 

È proprio il suo stile di vita sobrio e il suo reddito “normale” , totalmente all’opposto della maggioranza dei presidenti del mondo, a far sì che siano in molti a simpatizzare per l’ex-guerrigliero uruguaiano. Anche se, di certo nemmeno lui è immune alle critiche che giungono al suo Governo, con l’opposizione che punta il dito contro i servizi sanitari, il sistema educativo del Paese sudamericano, la legge che rende legale l’aborto per gravidanze fino alla dodicesima settimana approvata dal Congresso, a cui non si è opposto, o, ancora, contro la sua disponibilità a legalizzare il consumo della cannabis.

 

Ma il presidente sui generis, che non usa Twitter, porta i jeans e vende i prodotti della sua terra in un mercatino popolare la domenica, non sembra preoccuparsene. Anche perché, considerando i suoi 77 anni di età, probabilmente non si ricandiderà alle elezioni del 2014. Politica a parte, Mujica resterà, per sempre e comunque, l'esempio di un servitore dello Stato che ha rinunciato ai suoi privilegi, preferendo a loro il suo popolo.

 

2) Dobri Dobrev, il barbone che ha donato 40 mila euro in beneficenza

 

Dobri Dobrev è un senzatetto che vive in Bulgaria, a Sofia. Dopo aver raccolto 40 mila euro chiedendo ogni giorno l'elemosina, ha deciso di donare l'intera somma in beneficenza. Per vivere si è accontentato della piccola pensione statale da 80 euro e non ha conservato nemmeno un centesimo di quanto raccolto. Il denaro viene destinato a progetti di sostentamento, ad esempio per il pagamento delle bollette di acqua e energia elettrica negli orfanotrofi

 

Approfondimento: Indossa indumenti riciclati e scarpe autoprodotte e trascorre gran parte della sua giornata a chiedere l'elemosina. Dobri Dobrev oggi ha 98 anni, vive in Bulgaria, a Sofia. Nonostante l'età, la sua parziale sordità e le sue precarie condizioni di vita ha portato a termine una ambiziosa missione: aiutare i più poveri e i più sfortunati.

 

Dobri Dobrev ha chiesto per anni i soldi ai passanti, arrivando a raccogliere oltre 40 mila euro. Ma per lui non ha tenuto nemmeno un centesimo. Ha continuato a vivere con la sua piccola pensione statale di 80 euro e ha dato tutto il resto in beneficienza, come contributo per il restauro di chiese e monasteri e, soprattutto, per il pagamento di bollette di acqua e di energia elettrica degli orfanotrofi.

 

La sua storia toccante, un misto di bontà e di grande fede, sta facendo il giro di internet. Parlano di lui i social network, i blog, i giornali e le televisioni. L'uomo con la barba, che ha perso gran parte dell'udito durante la seconda guerra mondiale, appare in foto e video, con didascalie che raccontano della sua vita.

 

Attraversa ogni giorno la città compiendo circa 25 chilometri a piedi. Si sposta dal suo piccolo villaggio alla capitale Sofia, dove spesso entra in chiesa per pregare per tutti coloro che ne hanno bisogno. Per i bulgari, questa non è una novità. Dobrev è un appuntamento fisso per le strade della capitale, dove molti conoscono il suo nome ma pochi, a quanto pare, sanno che l'elemosina è destinata a progetti più grandi del suo sostentamento.

 

Certo, qualcuno obietterà che quei soldi donati per il restauro di chiese e monasteri si sarebbero potuti destinare a un'altra causa. Ma anche i più scettici dovranno riconoscere che spesso la fede consente alle persone di credere in qualcosa di così importante da compiere grandi cose.

 

3) Joe the Barber: il barbiere che taglia i capelli ai senzatetto in cambio di abbracci

Anthony Cymerys è meglio conosciuto come Joe the Barber. Per beneficenza si occupa da 25 anni di tagliare i capelli ai senzatetto, chiedendo in cambio dei semplici abbracci. Gli abbracci sono gratuiti e permettono alle persone, anche sconosciute, di riavvicinarsi le une alle altre. Ogni mercoledì lo si può incontrare sulle panchine di Bushnell Park, sempre intento a fare del bene e a lavorare gratis per i senzatetto in attesa di un taglio di capelli. Basta un abbraccio e il mondo diventa migliore.

 

Approfondimento: Il mondo in cui viviamo spesso è spietato, pieno di odio, egoismo e intolleranza. Poi, per fortuna, arrivano uomini buoni che ci ricordano che possiamo, e dobbiamo, essere migliori. Uomini come Anthony Cymerys, conosciuto come "Joe the Barber", che negli ultimi 25 anni ha tagliato i capelli a decine e decine di senza fissa dimora a Hartford, nel Connecticut, chiedendo in cambio semplici, gratuiti e caldi abbracci.

 

Anthony ha iniziato a offrire i suoi servizi da barbiere a chi è meno fortunato nel 1988, dopo aver ascoltato un'omelia proprio sui senzatetto e sulla solidarietà. Le parole che udì in chiesa lo ispirarono: prese i suoi "ferri del mestiere", li mise in macchina e iniziò a girare alla ricerca di persone che potevano avere bisogno di un taglio di capelli gratuitamente.

 

All'inizio ha aiutato le persone nei rifugi e nelle case di riposo, poi per anni ha lavorato nella sede locale della Young Men Christian Association (una sorta di Caritas americana). Infine, decise di passare direttamente al Bushnell Park dove, ogni Mercoledì, sulle panchine di legno, lavora ancora oggi per i senzatetto. Loro giungono a decine e si mettono pazientemente in fila in attesa di un taglio di capelli, di barba e di un rilassante massaggio viso dell'ormai ottantaduenne Joe, che usa la batteria dell'auto per alimentare il suo tagliacapelli.

 

Come se fosse in un normale negozio, questo eroe moderno chiede ai suoi "clienti" lo stile desiderato per la loro acconciatura e si mette all'opera. Inizia a tagliare e rasare. Dopo di che, procede con un bel massaggio a viso, orecchie, collo, gola e spalle. Tutto quello che chiede in cambio è un grande abbraccio. Semplice no? E il mondo diventa migliore ....

 

continua .......

 

La Fiducia Nel Genere Umano Gesti Che Cambiano Il Mondo 1 è un articolo tratto da Sara Luce

 

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