Le Parole degli Angeli
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Premorte

I Racconti Di Chi è Tornato Dalla Morte

I Racconti Di Chi è Tornato Dalla Morte esperienze

 

I Racconti Di Chi è Tornato Dalla Morte

 

Il mio incidente. Immediatamente dopo l'impatto contro una griglia di metallo, mi sentii galleggiare fuori dal corpo, come se stessi in bilico sopra di esso e su tutte le persone che stavano a guardare, paralizzate dallo shock e dall'orrore per ciò che mi era accaduto, infatti molti pensarono che fossi morto.

 

Mi ricordo che guardando verso il basso vedevo per la prima volta il mio corpo a tre dimensioni: ne ebbi un enorme shock, perché non é possibile vedere noi stessi di tal guisa: specchi e fotografie sono bidimensionali. Non provavo alcun dolore; mi sentivo completamente libero e pensai:

 

"E' così che sono realmente".

 

Guardai il mio corpo fisico, tutto accartocciato, sanguinante e senza vita, e questa enorme ondata di compassione passò su di me mentre avrei voluto gridare agli astanti che era tutto a posto, di non essere tristi e preoccupati per me.

 

Poi, improvvisamente mi sono sentito risucchiato, letteralmente alla velocità della luce, lontano dalla Terra e vidi simultaneamente tutti gli abitanti del pianeta, in un attimo. Ho visto gente in Cina e in Svezia e in Uruguay; ho visto chi dormiva e sognava; ho visto uomini e donne mentre preparavano il cibo nelle loro case e nei ristoranti, persone che viaggiavano con ogni tipo di mezzo di trasporto andare e tornare dal lavoro, dalla scuola, dai loro appuntamenti. Ho visto bambini che giocavano insieme, e banchieri e insegnanti e lavoratori sul loro posto di lavoro. Ho visto madri partorire, il che é stato per me particolarmente bello e commovente. Ho visto malati negli ospedali e condannati nelle carceri, negli istituti psichiatrici, nelle case di cura e bambini negli orfanotrofi che si sentivano disperatamente soli abbandonati ed impauriti. Ed ho anche visto i quadri dipinti dai pittori e coloro che accudivano piantine fiorite nei giardini, altri scrivere storie e comporre musica, ed altri ballare.

 

Ho visto gente in preghiera nelle moschee e nei templi, nelle sinagoghe e nelle chiese, ed i fedeli raccolti in silenziosa preghiera. Ho visto tutte le tribù indigene delle varie parti del mondo suonare i tamburi e cantare e Dio che inviava una moltitudine di Angeli verso la Terra, per rispondere a tutte quelle innumerevoli preghiere.

 

Per quanto mi sembrasse di avvicinarmi ulteriormente alla luce, vedevo la Terra dallo spazio ed essa mi appariva come una bella gemma, blu e verde, un luccicante gioiello fluttuante nel cosmo.

 

Come mi ci sono avvicinato, ho visto che era vibrante e pulsante, un'entità vivente in grado di respirare e non una semplice massa fisica inerte.

 

"Questa é la Madre Terra, questa é la nostra Madre divina", pensai.

 

Ma come la guardai ancora più da vicino, mi resi conto che vi erano terribili piaghe e ferite su varie parti del suo corpo, e che il suo respiro era affannoso, come se chiedesse a Dio ed ai suoi figli di fermare il massacro, la distruzione e l'odio. Sembrava moribonda, che stesse pregando tutti noi per aiutarla a guarire e per la sua rigenerazione. Ancora una volta mi sentii sopraffatto da sentimenti di tristezza e di compassione ed avrei voluto tenere la Madre Terra fra le mie braccia per sussurrarle parole d'amore e di speranza.

 

Mi ricordo che una parte di me si sentiva frustrata ed impotente - come mi ero spesso sentito nel mio corpo fisico - a fare effettivamente qualcosa di concreto, ma un'altra parte di me si sentiva onnipotente, come se non ci fosse niente che non avrei potuto compiere.

 

In quel momento chiesi a Dio, "Che cosa vuoi che faccia?"

 

E la risposta fu che dovevo tornare nel mio corpo fisico, al fine di completare alcuni compiti che mi erano già stati affidati.

 

Pensai: "Non posso tornare indietro, perchè il mio corpo é distrutto, é impossibile ripararlo!"

 

Ero inoltre cosciente che non avrei mai potuto realizzare nulla a causa di tutti i miei limiti fisici mentre, da spirito, ero libero e senza vincoli di sorta.

 

Ricordo che mi sentii in collera e che avevo paura di tornare indietro, dopo essere stato in tutta quella Luce - per tornare nel buio. E poi percepii la presenza di Gesù Cristo, tutt'intorno a me. Il sentimento di amore fu travolgente, fu come fare il bagno in un oceano di estasi.

 

Gli chiesi: "Devo davvero tornare indietro?"

 

La Sua risposta fu che io ero parte del piano di Dio, come ogni altra persona, e che il mio scopo ultimo era quello di amare e servire Dio e tutti gli esseri viventi. Lui capì subito tutto della mia paura e dei miei dubbi e mi assicurò che sarei guarito pienamente, ma che sarebbe stato un processo molto lungo. Aggiunse che dentro di me avevo la capacità di riuscirci, anche se non me n'ero ancora reso conto e che tutto quello che avrei dovuto fare era solo chiedere il coraggio e la forza di perseverare nella vita e nel lavoro. Questa particolare informazione ebbe per me un enorme valore, dato che spesso mi ero chiesto quale fosse il mio ruolo in un mondo dove mi sentivo sperduto ed inutile.

 

Quindi, Cristo mi disse che mi avrebbe inviato degli Angeli Custodi per aiutarmi a guarire, per farmi da Guide e proteggermi. A quel punto la luce divenne ancora più intensa ed improvvisamente apparvero innumerevoli Angeli che cantavano "Osanna!" e inni di lode a Dio, mentre alcuni piangevano.

 

Non ne capii il motivo e Gesù mi disse che erano lacrime di gioia per la mia nuova vita sulla Terra oltre ad esprimere la loro compassione per i disagi che mi accingevo a sopportare per il resto della mia esistenza terrena. Aggiunse poi che aveva convocato quegli Angeli per guidarmi nel mio viaggio di ritorno sulla terra, e nel mio corpo fisico.

 

Provai un forte senso di gratitudine verso Cristo che era lì per aiutarmi a cercare di capire tutto ciò che mi stava accadendo e ricordo anche che non ebbi più paura, sapendo che nessuno mi avrebbe mai più fatto del male. Di sicuro avrei fatto ogni giorno del mio meglio per servire la volontà di Dio.

 

Mi svegliai e due uomini erano in ginocchio, chini su di me, con un' espressione di apprensione e preoccupazione sui loro volti. Per qualche motivo inspiegabile, sapevo che erano gay. La loro età era sulla trentina e non riuscii a fare a meno di notare quanto fossero belli e splendidamente vestiti con abiti di certo molto costosi. Mi ricordo che pensai che potevano essere degli alti dirigenti che lavoravano per una grossa società ed in realtà, é esattamente ciò che poi venni a sapere. Uno dei due sembrava possedere buone conoscenze di pronto soccorso, dato che stava controllando i miei segni vitali. Mi dissero che l'ambulanza stava per arrivare e mi pregarono di rimanere fermo e non parlare, il che era facile da fare, considerando la portata delle mie lesioni.

 

Si erano entrambi tolta la giacca per coprirmi e fui colto dal terrore nello scoprire che erano coperte di sangue e completamente rovinate. Provai un forte imbarazzo ed un'enorme gratitudine per la bontà di quei due sconosciuti, la cui presenza percepivo amorevole e rassicurante, sì da farmi sentire stranamente sicuro e protetto.

 

Entrambi restarono con me ad aspettare l'arrivo dei medici, poi mi seguirono in Pronto soccorso per assicurarsi che fossi adeguatamente curato. Mi fecero visita in ospedale in due distinte occasioni, durante le quali feci una debole offerta di ripagare i loro vestiti rovinati. Ne ricevetti un secco ma gentile rifiuto ed insistettero sul fatto che l'unica cosa importante era che fossi vivo e più o meno tutto d'un pezzo. Ancora una volta la loro mera presenza fisica mi aveva riempito d'un senso di speranza e di coraggio, perché quegli uomini erano lì a dimostrare di essere gli Angeli che Cristo aveva promesso di inviarmi.

 

I Racconti Di Chi è Tornato Dalla Morte è stata tratta da www.ampupage.it

 

 

 

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