Le Parole degli Angeli
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Gruppi preghiera

20.01.2003

Fratelli, creiamo uno stato di serenità interiore lasciando fuori dalla nostra mente ogni pensiero assillante, ogni preoccupazione, ogni evento della giornata che ha lasciato un turbamento dentro di noi. Rilassiamo il nostro corpo come se dovessimo prepararci al sonno della notte, dopodiché cerchiamo di individuare e visualizzare la forma del nostro cuore e di parlargli come si fa col migliore amico nel quale riponiamo tutta la nostra fiducia, tutta la nostra affettività. Questo organo ci permette di vivere, ma ci permette anche di esercitare e di esperire l'amore in quella forma, in quella maniera, che ci è possibile, con l'intento di andare al di là di questa possibilità che immaginiamo limitata dalla condizione umana; prendiamo in considerazione le potenzialità che risiedono in ogni essere, ma che solo il cuore, coadiuvato dalla mente, può rendere visibili e concrete, e da questo grande amore può venir fuori un cambiamento totale che investe l'individuo e la collettività.

Grandi esseri illuminati, che la vostra storia annovera, sono stati capaci, sono stati ideatori di grandi slanci e con il loro amore, il loro eroismo, la loro abnegazione, hanno messo in atto degli input nuovi che hanno determinato delle svolte importantissime per la storia dell'uomo nella quale io leggo tutto il meraviglioso che sfugge agli occhi superficiali di chi è impegnato a dare risalto al cosiddetto "male".

Non sfugge certo al vostro acume, alla vostra intelligenza che la dimensione che vi ospita, e nella quale siete immersi, offre due facce, ma che in realtà è unica e in essa risaltano, brillano, il lungo operoso lavoro dell'uomo, la sua genialità, tutti quegli atti di carità, di fratellanza che non hanno avuto il clamore della cronaca e sono passati inosservati.

Tutti, voi e noi, che apparentemente - si fa per dire - apparteniamo a dimensioni diverse, siamo grati a questi Fratelli, anche per quei piccolissimi semi che hanno provveduto a spargere senza farli andare perduti. Oggi questi semi sono diventati arbusti rigogliosi, e si manifestano sotto l'aspetto della perspicacia, del discernimento. Tutto questo mio dire è facilmente riscontrabile anche nella nuova generazione di bimbi che allietano le vostre case, che vi lasciano l'impronta di un'intelligenza precoce e di una maturità inaspettata, per non dimenticare della carica d'amore di cui sono portatori. Quanti fratelli risaltano per disponibilità, per purezza di intenti, anche per originalità di pensiero e di comportamento; spiccano e si distinguono dalla massa. Sono fratelli che portano in sé esseri antichi, che ritornano ben volentieri in mezzo a voi per dare un contributo in più, per arricchire di una marcia in più la dinamica della vostra evoluzione.

Purtroppo, chi guarda un giardino da molto lontano non può cogliere la bellezza e la particolarità di ogni fiore che lo compone. Si tratta dunque di avvicinare il punto di vista, la messa a fuoco dell'osservatore, per potere ammirare e assaporare questo incanto.

I mezzi sono a vostra disposizione, niente vi manca per ritrovarvi ed essere parte di questo grande giardino. L'allineamento e l'equilibrio tra le componenti della vostra Individualità spirituale, lo stato permanente di quiete, di serenità interiore, si conquistano lasciando da parte ogni aspettativa, vivendo pienamente la propria giornata, cogliendo la pienezza dell'attimo e impegnandosi a mettere in atto un pensiero, un programma nell'immediatezza, senza rimandarlo al domani, e creare uno stato di comunione, di fraternità con tutti gli esseri che vi circondano, perché ogni creatura, anche la più lontana da voi, interagisce, vive in simbiosi con la vostra stessa energia, e così gli animali, e così le piante. In tale maniera, quindi, se si è veramente raggiunto questo stato, non esisteranno, come non sono mai esistiti, dei nemici; non esisteranno esseri diversi nella sostanza, piuttosto solo nella forma esteriore.

Tutto questo convincimento si farà strada dolcemente dentro di voi, senza forzature, e diventerà la costante che procura gioia alla vostra vita, che vi farà sentire liberi, ma responsabilizzati nel parlare, nell'agire, responsabilizzati dall'acquisita consapevolezza che vi permetterà di riconoscervi in qualunque forma divina che finora avete ignorato.

Quando questo cambiamento avverrà - e sono sicuro che accadrà - non avrete più niente da temere e la vostra forza non sarà più bruta, ma propulsiva dell'amore che cresce in voi per l'amore dato e ricevuto, per quell'amore che va oltre ogni limite.

Ed è questo che ci auguriamo per voi fratelli, ed è questo che vogliamo per voi, perché i nostri fratelli umani possano apparire nella forma sovrumana, nella forma angelica, che è il risultato di un processo che è già in atto, ma non ancora manifesto.

Ora dedichiamo il nostro pensiero, la nostra attenzione, a tutti coloro che sono in condizioni fisiche e morali peggiori delle vostre, a quei fratelli che sperimentano la malattia nei loro corpi, a quei fratelli che sono distrutti e turbati dagli eventi della guerra, che sono provati dalle calamità naturali, che hanno perso tutte le loro sostanze. Anche a loro va il nostro amore e la comprensione massima.

Mandiamo tutta la luce e l'amore di cui siamo pieni a chi è rinchiuso nella cella di una prigione, perché così la giustizia umana ha voluto. La Giustizia divina ama tutti questi fratelli alla stessa maniera, senza alcuna distinzione. Amateli pure voi, senza alcun giudizio, senza alcuna discriminazione. Mandiamo luce e amore, indipendentemente dal colore della pelle, dalla razza, dal ceto sociale, a tutte le persone che si accostano a voi per i loro bisogni e che spesso si sentono esclusi, diseredati, allontanati dai benpensanti. È ora che noi e voi diamo la nostra energia all'umanità più disgraziata, più infelice. Vediamo che questo amore e questa luce tornano verso di noi e ci colmano di benessere, riempiono il nostro cuore di beatitudine, inondano i nostri corpi, attivano la guarigione degli organi malati, conservano integre le nostre cellule e le ringiovaniscono.

E così sia.

Addio, fratelli.

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