Le Parole degli Angeli
Italiano  Inglese

Gruppi preghiera

Angeli, le Guide Angeliche al gruppo di preghiera Amore e guarigione, messaggio

Le Guide Angeliche dettano a Lidia al Gruppo di preghiera Amore e guarigione di Catania

29.03.2011 

Vengo tra voi, fratelli diletti, con tutta la carica del mio amore. Voglio ricordarvi, come sempre, che siete esseri benedetti e prediletti dal nostro Creatore. Prediletti in quanto vi siete aperti alla verità e perciò  più vicini alla stessa Fonte della Verità che è il nostro Creatore da cui discende ogni cosa, da cui discende la vita, la Conoscenza, la Saggezza, l'Amore. Siete benedetti perché avete riconosciuto la vostra identità spirituale e, sottolineando questa importanza e questa priorità, avete fatto della vostra vita un cammino spirituale, un cammino di crescita e di espansione della coscienza. Come si può definire, come si può dare una connotazione alla nostra presenza in seno al fenomeno di questa trasformazione fra i due elementi chimici del vostro essere? Dalla combinazione alchemica è venuto fuori un altro elemento e pertanto potete considerarci, come gli stabilizzatori di questo processo alchemico che vi compete, che vi appartiene: perché è tutta opera vostra.

Ogni cambiamento, ogni trasformazione, ogni elemento nuovo che viene fuori dalla vostra vita avviene per riconoscimento, perché l'avevate già dentro di voi, perché lo possedevate. Nei giorni vostri c'è un crescendo di fatti nuovi che a prima vista possono avere la parvenza di uno scivolamento sempre più in basso della condizione umana, nel deterioramento dei rapporti tra uomo e uomo. A prima vista sembra che la pace sfugga facilmente al tentativo di farla propria e di tenerla stabile; però io vi dico che questo andazzo che tanta ansia, tanta preoccupazione fa sorgere negli animi di altri vostri fratelli, diversi da voi che ci seguite, viene recepito dalle vostre coscienze come un cambiamento che va verso il miglioramento della vita dell'uomo e della vita di questo Pianeta. Da un apparente male nasce sempre un bene consistente, un bene reale!

La sofferenza, la morte di tanti fratelli, una guerra con tutti gli aspetti cruenti che essa comporta può essere dimenticata, va dimenticata ma quel che resta stabile e sempre presente è la sensibilizzazione dell'interiorità che quel fenomeno, quella crisi ha prodotto. La sensibilizzazione appartiene alla coscienza, all'apertura all'amore e, di conseguenza, al riconoscimento della dignità e del rispetto verso gli altri. Se i nostri fratelli umani mettono in gioco meccanismi di guerra, la molla che fa scattare questo procedimento, questo processo, ha una partenza egoica; c'è sempre un interesse personale, un interesse che non è rivolto al benessere della comunità. Però, devo dire che quello che succede dopo, la molla che scatta, è un'inquietudine che dilaga tra la vostra gente, un'inquietudine che porta con sé la paura di dovere essere vittima delle stragi, delle guerre. Ma nell'inquietudine c'è anche la profonda compassione per chi sta peggio di voi. Nell'inquietudine c'è anche riconoscimento della propria condizione privilegiata rispetto ad altri; condizione privilegiata che non fa crescere assolutamente l'egoismo. Se voi riconoscete che non vi manca nulla, che tra alti e bassi conducete una vita abbastanza serena, equilibrata rispetto a tante storture, a tante deficienze e insufficienze di molti vostri simili, è in questo momento che si fa stabile la gioia di vivere, quella felicità che andate cercando nelle cose più banali, più stupide. La felicità sta nel riconoscimento del proprio benessere! È vero, nasce anche la compassione assieme alla certezza di una verità sacrosanta, di una verità ineccepibile: che ognuno paga lo scotto del proprio operare, delle proprie scelte, anche le scelte di cui non si è consapevoli nell’attuale incarnazione. C'è sempre un proseguimento logico in quell'iter karmico che appartiene ad ogni essere e questa verità incontrovertibile non può destare sdegno nei confronti di un Creatore ritenuto iniquo e ingiusto, che dà tanto a molti e niente ad altri. Questo è il ragionamento, questa è la logica comune nelle coscienze ancora in boccio, ancora non emerse e liberate di molti nostri fratelli. È un falso assioma, questo, che avvilisce totalmente la forza d'animo, la forza interiore, demoralizza la creatura e la porta in condizione di non lottare: è una situazione senza via d'uscita, senza uno sbocco. È importante conoscere la propria identità spirituale, i connotati di questa identità, l'origine e la direzione spirituale per potere accettare lo svolgimento della propria vita e di quella altrui; accettare ma anche trasformare, migliorare. Senza queste conoscenze, fratelli, senza questo stimolo a conoscere, ad intravedere la verità, cosa diventa l'esistenza? La vita di un morto vivente.

Molti nostri fratelli sono morti nello spirito o quanto meno addormentati come vi lasciò detto il nostro/vostro Gesù Cristo: i morti non sono quelli che seppellite nelle tombe, i morti sono quelli che non hanno dato vita al proprio spirito. “Lascia che i morti seppelliscano i loro morti”, disse Gesù.

A che cosa serve la conoscenza spirituale, a cosa serve addentrarsi sempre più nella profondità della Verità suprema? Non certo per procacciarsi un posto in paradiso, per aspettarsi un premio dal nostro Creatore. Questo tipo di forma mentis, di concettualità, appartiene al mondo degli uomini, al mondo materiale e non fa riferimento alcuno al percorso spirituale che ognuno esplica in un modo o in un altro. È vero anche che man mano che si va avanti, che si progredisce, c'è sempre un premio, una conquista: la vicinanza all’Amore primo, avvicinarsi alla Luce e godere di questa presenza. Ma non si va avanti, non si progredisce con questa aspettativa! Si progredisce quando si è pronti ad andare avanti come se ci fosse una calamita che ti attrae. Sempre più ti elevi vibrazionalmente, sempre più sei attratto, aspirato dalle vibrazioni più alte. Chi non sente questo stimolo, questo bisogno impellente, allora si comporterà seguendo i comandamenti, le leggi della chiesa a cui appartiene, nell'attesa di un premio, di un riconoscimento che non è sempre sicuro, perché come tutte le aspettative, potrebbe deludere; ma questi tipi di individui non vanno criticati e giudicati. Ho voluto portare questo esempio perché poteste capire la profondità del pensiero che ho enunciato. Il percorso di uno spirito ha una sua ragion d'essere, ha un suo significato perché quella parte, quell'elemento che manca al Progetto divino, che è come un puzzle che ha bisogno delle varie caselle. Ogni casella si predispone a dare spazio alla tessera che deve occupare quel posto.

Ogni percorso spirituale prescinde dall'acquisizione di un premio. L’essere virtuosi, l'essere compassionevoli, l'essere rispettosi degli altri porta senz'altro ad una crescita ma ci vuole qualcosa in più, qualche elemento in più per ampliare la propria coscienza. L’elemento in più è lo stimolo alla conoscenza, non fermarsi mai all'acquisito, non essere mai totalmente soddisfatti di se stessi, di quello che si è compreso, non fermarsi al risaputo. La vita dello spirito è un’avventura, un’avventura infinita, però vale la pena di affrontarla nelle varie dimensioni e in tutte le sue infinite sfaccettature, perché questa è la vera vita, non quella che pensate di vivere in questa dimensione, in questa incarnazione erroneamente chiamata vita. Non voglio scandalizzarvi portandovi a fare una cernita, una distinzione tra i vostri simili sia come apertura di coscienza, sia come livello spirituale del loro essere. Anche la loro realtà va riconosciuta perché non siete tutti uguali, sia come tipologia spirituale e sia come personalità spirituale, quella che avete fatto crescere e ampliare; ma nel riconoscimento di queste diversità non va dimenticato l'amore, l'amore indiscusso, indiscriminato, che sia diretto a tutti, senza alcun giudizio, senza  sentirsi migliori o peggiori degli altri. Fratelli, voi vi rendete conto di quanto sia difficile aprire le porte al discernimento e alla saggezza. Ma come si arriva alla saggezza?! È un'esperienza in itinere. La saggezza si consegue in questo percorso, la saggezza è il frutto del percorso! A volte voi dite che un uomo anziano può essere saggio. Può senz’altro essere saggio ma non sempre è così. Si presume che l'esperienza della vita, le infinite esperienze della vita, abbiano forgiato il suo animo al punto tale da diventare saggio, equilibrato. Questo non è vero per tutti e in questo sta la differenza fra di voi!

Le sofferenze, i patimenti, i dolori dell'esistenza possono aprire all'amore e alla comprensione ma possono anche chiudere il cuore, serrare l'animo in una prigione. E allora qualcuno si chiede: come si può essere buoni, come si può essere virtuosi nella maniera più vera, nella maniera più spirituale? Seguendo sempre le proprie intuizioni, perché ormai il vostro spirito è il vostro migliore consigliere; è lui sempre in primo piano per guidarvi, per suggerirvi il comportamento. È il pensiero che detta quel comportamento, è importante lo stato d'animo che accompagna un'azione! Non sono, dunque, le manifestazioni esterne di bontà, di virtù che fanno un essere superiore ma ciò che sta dietro ad ogni comportamento e ad ogni azione! Voi già siete pronti, siete così sensibilizzati da intuire questo tipo di motivazioni nel comportamento e nell’agire dei vostri simili; un tipo di sentore interno che si è andato sviluppando lungo il vostro percorso e che a volte vi porta a soffrire notando il contrasto fra ciò che è esterno e ciò che è interno. Anche questo è uno scotto che si paga, un prezzo che si paga quanto si è affinata la propria sensibilità. Ma è meglio essere così, che duri e sordi come una campana, impenetrabili come una roccia!

Ora io mi fermo per darvi la possibilità di formulare domande - se ce ne sono - o per chiarire qualche concetto che non è stato ben compreso. 

Addio, fratelli.

 

www.leparoledegliangeli.com

 

Stampa Email