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Crescita Spirituale Vera Civiltà E Fraternità

Crescita Spirituale Vera Civiltà E Fraternità Perdono Comprensione
 
Le Guide Angeliche dettano a Lidia al Gruppo di preghiera Amore e guarigione di Catania
 
29 01 2013
 
Vi saluto, fratelli diletti. Mi avvicino a voi con il mio essere trepidante di amore e di gratitudine per le possibilità che ci date chiedendo il nostro aiuto e mettendoci in condizione di collaborare con voi per la vostra crescita spirituale. In tal modo anche la nostra crescita spirituale ha una sua evoluzione, un suo evolversi. Ricordate, ricordate sempre come fatto incontestabile e inoppugnabile che siamo come dei vasi comunicanti nella apparente diversità che i sensi esterni e anche quelli interni producono: mi riferisco alle discriminazioni e alle separazioni che la mente crea.
 
L'energia che circola nei vostri corpi può apparire diversa da quella che circola nei nostri corpi che sono corpi luce, corpi sottili, ma io vi dico che è sempre la stessa energia e, nel vostro caso, alimenta anche il corpo pesante, lo fa crescere da bambino ad adulto, mantiene in essere tutto lo stato vitale, fa sì che si producano e si espletino le funzioni di tutti gli apparati e per mezzo dei corpi più sottili si ripropongano le emozioni, i sentimenti.
 
Ma ripeto: è sempre la stessa energia che il nostro Creatore ha provveduto ad inoculare e che pervade tutto l'Universo; fa nascere le stelle e, a loro volta, le stelle creano la vita, danno la vita a tante galassie. Sicuramente vi siete chiesto tante volte se solo nel vostro pianeta esiste la Vita. La vita con i vostri parametri umani, parametri di conoscenza relativi alla vostra dimensione, esiste solo sul vostro Pianeta - ma altre forme di vita, altre forme di esistenza sono presenti negli infiniti milioni di miliardi di galassie dell'Universo.
 
Non c'è da meravigliarsi per questa mia affermazione perché l'Energia universale viene convogliata ovunque, in ogni ambito, nell'etere del cosmo e prende forma e consistenza secondo i livelli dimensionali cui fa riferimento.
 
Se i vostri scienziati hanno come capisaldi della vita l'azoto, l'ossigeno e altri elementi che combinati creano la cosiddetta vita, in altre galassie si producono forme di esistenza al di fuori di questi elementi.
 
Perché, dunque, scandalizzarsi nell'affermare che la Vita in condizioni diverse, in forme diverse, può e deve esistere in altri pianeti, in altri sistemi solari? Potreste pensare che siamo noi gli extra terrestri, come vostri interlocutori, ma non è così: noi siamo delle guide angeliche preposte ad ogni creatura che si incarna non solo su questo pianeta ma anche su altri pianeti. Nel vostro pianeta la vita è più disagiata perché ancora esistono delle creature che hanno dentro di sé degli istinti primordiali da cavernicoli. Anche se a volte sono camuffati da una apparente civiltà, essi vengono fuori nelle circostanze in cui l'individuo si sente minacciato nei suoi averi o nel suo potere, potere economico ma anche potere sugli altri uomini. Quindi, è una forma di istinto primitivo che si è andato raffinando e camuffando ma che non è scomparso con la civiltà.
 
Alla vera civiltà si accompagna sempre la fraternità, il riconoscimento della fraternità tra essere umano e essere umano. Essa è al di fuori e al di sopra di ogni divisione o differenziazione razziale, culturale. Ricordate sempre il vostro codice genetico spirituale che è alla base della vostra nascita e di ogni rinascita; sia che voi rinasciate in un continente o in un altro, il codice genetico vi fa riconoscere fratelli in ogni luogo e in ogni circostanza, in ogni periodo storico. Non ci sono giustificazioni di ordine spirituale allorquando i nostri fratelli umani non si riconoscono simili e non rispettano questa fraternità, angariando altri esseri umani e imponendo violenza e sopraffazione in forza di una presunta superiorità di razza o di religione. Non ci sono attenuanti nelle azioni nefande procurate ad altri esseri, ad altri fratelli.
 
Anche se la legge umana, a volte, non raggiunge e non colpisce questi esseri con le giuste punizioni, ricordate, fratelli, che c'è una Legge divina, la Legge di causa ed effetto che si abbatte sempre su ogni individuo, su ogni gruppo, su ogni stato che ha procurato dolore e sofferenze ad altri fratelli, ad altri esseri.
 
La dignità di ogni creatura, che è dignità divina, non può essere mai calpestata né barattata per altri pseudo valori ma deve essere riconosciuta e tenuta sempre in grande considerazione. Non è tanto e così grave il fatto di togliere la vita ad una persona quanto quello di sopprimerne o calpestarne la dignità. Privare un essere della propria dignità è quanto di più grave si possa fare. E se voi uomini del vostro tempo rispettate gli animali e considerate iniquo ogni atto di violenza nei loro confronti, come si può giustificare il non rispetto, il non riconoscimento della dignità umana?
 
A prescindere da quanto è accaduto nel periodo della seconda guerra mondiale, che tanta indignazione ancora suscita negli animi sensibili, voglio precisare che esistono ancora tanti episodi di sopraffazione e violenza e di non rispetto dell'essere umano che si verificano puntualmente, sistematicamente e quotidianamente, anche se non hanno quello stesso clamore che ha avuto la persecuzione agli ebrei. C'è ancora tanto razzismo fra la vostra gente: c'è ancora chi non accetta i fratelli che hanno un colore della pelle diverso, chi ancora toglie la libertà e la vita a tante donne in forza di una presunta gelosia o senso del possesso - ma è sempre lo stesso tipo di violenza primordiale che si manifesta ancora nel vostro popolo, nella vostra gente.
 
Bisogna rieducare le menti di molti umani, bisogna incominciare dai bambini nell'ambiente della scuola dove ancora succedono episodi di bullismo che sono episodi da non sottovalutare per la loro pericolosità esponenziale.
 
Questi giovani che fanno violenza ai loro compagni sentendosi più forti, sentendosi migliori, da adulti continueranno in questa loro opera, cresceranno con questo convincimento se non si fa niente per intervenire drasticamente su quanto accade.
 
Bisogna rieducare le menti dei genitori affinché diano ai loro figli gli insegnamenti più giusti, il rispetto dell'altrui persona - sempre e ad ogni costo - il rispetto per i più deboli, il rispetto assoluto per i cosiddetti diversi.
 
Non vi stancate mai, fratelli umani, di portare avanti questa opera di rieducazione, di affermazione dei valori veri, dei valori universali, a dispetto di ogni moda, a dispetto anche delle critiche e dei giudizi altrui. Siate fieri dei vostri convincimenti che sono la diretta conseguenza di una coscienza retta, giusta e, come siete giusti con voi stessi, siate giusti anche con gli altri. Per essere giusti con gli altri bisogna far passare tutto attraverso la propria persona, con una verifica continua perché ciò che è buono per te, che vale per te vale anche per gli altri.
 
Se riconoscete la vostra dignità, se riconoscete la vostra grandezza divina e la capacità di evolvere, di migliorarvi, dovete riconoscere anche agli altri la stessa dote divina. La dote che vi ha assegnato il Creatore è uguale per tutti, anche se, poi, ogni creatura ne fa un uso personale, anche un uso improprio.
 
In queste circostanze bisogna stimolare, se non la si ha, la comprensione massima verso il fratello che ha messo sotto i piedi tutto il bene che gli è stato dato, la ricchezza che gli è stata data, il disconoscimento della ricchezza che gli è stata concessa.
 
La comprensione di cui tanto parliamo, di cui tanto si parla, non significa essere dei “buonisti”. Non può significare dover rinunziare al convincimento e al valore delle proprie idee. Si può riconoscere una realtà diversa, un modo di intendere la vita completamente diverso dal proprio ma sentire anche, nel contempo, che questa apparente diversità di comportamento, di pensiero non può distruggere, annullare il sentimento di amore fraterno. È questa la comprensione che non è accettazione di ciò che non si condivide ma accettazione e riconoscimento di una fraternità e di un amore condiviso per uguale discendenza. Siamo in un settore molto difficile e vorrei che vi sforzaste di capire le piccole differenze - che poi sono grandi differenze - che attribuite ai vostri termini.
 
Voi pensate che l'amore sia anche perdono e al perdono attribuite un significato di annullamento di ciò che si è fatto di male. Il perdono è affidato solo a Dio perché è Lui che vede nel cuore di ogni creatura e, come altre volte abbiamo riferito, conosce esattamente le motivazioni, i dubbi, le esitazioni, i condizionamenti che portano una creatura a far male a un'altra creatura. Non parlate, quindi, di perdono ma di comprensione; è la comprensione che annulla ogni rancore e ogni sentimento di vendetta.
 
Il Cristo Gesù ha lasciato un grande insegnamento di comprensione amorosa ma ha nominato Dio come Fonte di perdono: “Dio, perdona loro perché non sanno quello che fanno”. I vostri termini vi portano, a volte, fuoristrada.
 
Per la vera comprensione spirituale dobbiamo risalire all’etimologia della parola “comprensione”. L'etimologia latina significa: “io mi sento vicino a te, io sono con te, ti prendo con me, ti riconosco fratello e uguale a me pur nel disagio, nell’errore e nella tua apparente diversità”.
 
Si parla tanto di evoluzione spirituale, di crescita, ma non si sa esattamente in che modo si cresce e in che modo evolve l'uomo. Il tipo di evoluzione può essere quella tecnologica, quella della sperimentazione scientifica, ma c'è anche una evoluzione dello Spirito. Ciò che implica la componente spirituale - e non lo  si può disconoscere - è un'evoluzione che traspare, trapela attraverso i comportamenti, attraverso il pensiero filosofico. Non è dunque la scaltrezza, l'intelligenza, la superiorità culturale o economica che può fare diventare evoluto un essere, un popolo o una nazione.
 
Dovreste essere sempre attenti alla verifica perché ne siete capaci. Sia dai comportamenti, sia dal pensiero dilagante che dal pensiero emergente, si individuino segni di amore, di vero amore fraterno, di rispetto per la collettività e per la dignità umana.
 
Questi sono sintomi di vera crescita, di evoluzione di un popolo, di una nazione e se la carta costituzionale è stata scritta con tanti buoni propositi, purtroppo e spesso, viene puntualmente disattesa o calpestata.
 
Tutto questo mio dire non è materia per tutti ma solo per i più sensibili, i più attenti; per quelli come voi che hanno tanto penato, che si sono tanto impegnati nella ricerca spirituale, rinunziando a tante cose, a tante opportunità per un bene più grande: la ricerca della verità che rappresenta, che è la vostra crescita.
 
Se non ci sono domande …
 
Il fratello A. chiede - Come si può fare, come si può uscire dalla ruota karmica se il perdono è delegato solo al Creatore. Se io non perdono gli altri e, quindi, non perdono me stesso che speranza ho?
 
R. - Tu devi comprendere cosa significa non perdonare. È sul termine che devi riflettere perché tu non puoi capire cosa c'è nell'animo di un tuo fratello che lo ha spinto a commettere quell’azione. Rileggendo quanto abbiamo enunciato capirai la differenza tra il perdono e la comprensione.
 
Il fratello A. entra nel merito etimologico del significato di perdonare nel senso di offrire un dono. Per-dono, quindi, è un atto d'amore.
 
R. - Si, ma il termine “perdono”, come lo intende la stragrande maggioranza degli esseri umani, è affidato soltanto a Dio, anche il Cristo disse: “Dio, perdona loro perché non sanno quello che fanno”. Quindi è affidato a Dio. Non è stato lui a perdonare, è Dio che ha perdonato.
 
Sembrano delle stupidaggini, delle sciocchezze - ma sono importanti queste differenze e, poi, nel termine perdono, senza che voi ve ne rendiate conto, c'è un sentirsi superiore all'altro: poiché mi sento superiore, poiché ho raggiunto una grandezza di cuore - che mi rende superiore all'altro – io perdono. Quindi non usate il perdono ma usate la comprensione.
 
Se non c'è altro, io vado. Vi lascio sempre il mio amore e la mia presenza affettiva e costante vicino a voi.
 
Addio, fratelli.
 
 
 
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