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Le Guide Angeliche dettano a Lidia al Gruppo di preghiera Amore e guarigione di Catania

 

16.07.2013

 

Fratelli diletti, voglio che sentiate l'espressione di gaudio, di gioia infinita dei cuori spirituali della Comunità che vi ha in carico, che vi ha protetto, vi ha  istruito e su di voi infonde continuamente l'Energia vivificatrice per il vostro spirito. Molti vostri /nostri fratelli non accettano i nostri consigli, non seguono le nostre indicazioni per sentirsi originali, per sentirsi autosufficienti, non dipendenti da una divinità.

 

Ma quello che voglio chiarire alle vostre coscienze è che il riconoscimento della divinità nella vostra vita non può significare dipendenza da Dio, essere subalterni alla Volontà divina. Più volte abbiamo chiarito questo concetto e noi lo riproponiamo ben volentieri, ancora una volta.

 

La nostra essenza è Essenza divina, sia da incarnati sia da disincarnati. Pertanto, Dio è connaturato con le cellule di tutti i nostri e i vostri corpi: da quello più pesante a quello più sottile e, quando si parla di aderire alla Volontà divina, bisogna  intendere non un sottomettersi, curvare la schiena al Suo Potere, alla Sua decisionalità. La Volontà divina siamo tutti noi, voi e noi, l'abbiamo creata tutti noi.

 

Il Programma divino è stato elaborato da tutti gli esseri del Creato e, come ogni cellula del vostro corpo, pur essendo specifica per una funzione e collocata in un organo particolare, non può sentirsi avulsa, scollegata dalle infinite altre cellule del vostro organismo.

 

il Piano di Dio è composto di tante parti, cioè a dire, di tanti stati dell'essere e per ogni stato dell'essere ci sono dei programmi da portare a termine in un tempo più o meno lungo - se vogliamo parlare di tempo, per dirla con voi umani – ma, fuori da questo ordine dimensionale, possiamo parlare solo di eternità.

 

Anche il concetto di eternità è sentito in maniera diversa in rapporto alla dimensione in cui si è immersi, in cui si vive. E se per noi il tempo e lo spazio sono fattori che abbiamo trasceso - e li constatiamo solo sul vostro livello vibratorio -  noi percepiamo l'eternità in maniera diversa da chi è in altri stati di coscienza, in altri stati dell'essere.

 

Cioè a dire: noi siamo consapevoli di dover ancora crescere, di dover ancora evolvere. Questo desiderio che ci porta ad evolvere e a crescere  è quello di ambire alla Conoscenza di Dio, è il desiderio della Sua vicinanza, di fonderci con la Sua Essenza; ma, nel contempo, riconosciamo di avere Dio dentro di noi per cui la gioia che proviamo è grande ma non è ancora paga, sufficientemente paga, per interrompere la nostra crescita e il desiderio di evolverci.

 

Mi rendo conto che sono concetti di difficile accettazione nel quadro dei vostri paradigmi umani ma siamo certi anche che l'intuizione che si va sviluppando sempre più dentro di voi, accompagnata dal vostro grado massimo di intelligenza, possa farvi capire questi concetti metafisici.

 

È vero anche che voi avete i vostri problemi quotidiani, l'amarezza che la vita comporta, le frustrazioni nell’impegno del lavoro e la paura di perderlo, l’affanno per la sopravvivenza. Tutto questo ha un peso, un peso non indifferente nella vostra vita; però questo non esclude il desiderio della ricerca, sempre attivo negli spiriti svegli. Quando le coscienze sono pronte per l'apprendimento, quando il desiderio di conoscere, di approcciarsi alla metafisica è veramente grande, non ci ferma niente, nessun ostacolo, nessun impedimento.

 

È vero anche che ci sono tanti fratelli che non sentono questo slancio dell'animo, non avvertono, purtroppo, questo bisogno perché vogliono ignorare le istanze dell'interiorità, nonostante esse siano presenti in tutti gli esseri umani.

 

La loro vita si svolge nell'ambito dei cosiddetti pseudo valori della materialità. Il pensiero della morte viene allontanato continuamente, sostituendolo con il godimento del fisico, con l’accumulo di ricchezza. Però la morte è sempre là ad aspettare al varco; per ognuno di tali nostri fratelli questo passaggio dimensionale diventa un trauma, un trauma terribile che bisogna scongiurare in ogni momento della esistenza: si può scongiurarlo ma non si può annullarlo.

 

Perché parlo della morte, del passaggio dimensionale? Perché tutta la vita di una creatura è improntata a questo passaggio; i momenti di dolore, i momenti di distacco da altri fratelli sono una preparazione continua per quello che sarà il momento di ciascuno.

 

Inoltre, se si parla di questa morte è per farvi capire che non sarete mai soli nell'Aldilà - così come nella vita avete avuto tanti amici attorno, tante persone che vi hanno amato, anche se a volte, però, le aspettative vi hanno deluso.

 

In seno alla nostra Comunità, quello che si sente nel cuore si dà all'altro senza paura, senza difficoltà, non c’è ipocrisia, non c'è diffidenza. Quando noi inneggiamo alla vostra vita come a un momento prezioso è perché in questa condizione potete dare il meglio di voi, potete meglio conoscere voi stessi. Se veramente ci tenete, potete veramente amarvi a dispetto di quanti non vi amano; potete veramente apprezzarvi a dispetto di quanti non vi apprezzano; potete riconoscere la vostra vera grandezza che non si misura secondo i canoni umani. Noi siamo veramente consapevoli e conoscitori della vostra interiorità; sappiamo quanto veramente valete.

 

Se qualche volta siete scesi a qualche compromesso, in disaccordo con la vostra coscienza, sappiamo che lo avete fatto per amore di pace, per non creare ulteriori contrasti con i vostri fratelli. A volte il desiderio della pace interiore ed esteriore può avervi fatto apparire deboli, insicuri. Ma dove sta la vera forza? Essa sta soltanto nei vostri animi, nella fede che avete dentro e in quella voglia di continuare nonostante gli insuccessi. Nonostante le denigrazioni, continuate a seguire un percorso senza tornare indietro  sui vostri passi antichi.

 

E' vero che c'è chi si abbandona al proprio dolore, si piange addosso continuamente e non esce mai così dal proprio stato colpevolizzando sempre gli altri come fautori delle proprie disgrazie, dei propri dolori; non prende mai coscienza delle proprie responsabilità rimanendo a segnare il passo sempre sulle stesse situazioni, così riproponendole in un’altra esistenza in quanto non superate e trascese. E questa è la cosa più terribile. Ecco perché bisogna darsi da fare in questa vita a ripulire tutto ciò che è superfluo, inutile, eliminando i ristagni che ci sono nella vostra anima e anche nella vostra mente, ristagni e cicatrici di dolori antichi che non serve più portare con sé. Non serve più rimuginarci sopra. Se si pensa che la vita di oggi è un prolungamento della vita del passato, dobbiamo fare di tutto, dovete fare di tutto, fratelli, per rimodellare la vostra vita affinché il futuro, le prossime esperienze incarnative siano più semplici, più leggere, prive di quei fardelli che ancora vi portate appresso.

 

È importantissimo esaminare la propria vita con occhio critico, con grande senso di responsabilità ma senza mai sentirsi colpevoli; occorre guardare alla propria vita con occhi nuovi, con la consapevolezza di essere svegli e capaci perché è sempre possibile modificare qualcosa, aggiungere qualcosa, che sia sempre per il vostro bene. Noi non vi proponiamo, non abbiamo mai proposto grandi sacrifici, grandi rinunzie: sarebbero un errore le rinunzie che non sono fatte con il cuore, con tutta la propria adesione - altrimenti esse ritornano di nuovo nell'esistenza come presenze da elaborare. Per questo non vi proponiamo sacrifici e rinunzie e vi consigliamo di riempire la vostra vita di piacevolezze, di gratificazioni - senza disconoscere i diritti degli altri a realizzare la medesima gioia e soddisfazione.

 

Vi consigliamo di vivere nel presente perché è ciò che di sicuro avete a vostra disposizione: il futuro è imprevedibile e il passato inservibile.

 

Avete curato di più le vostre giornate rispettando le vostre attitudini che sono diverse da persona a persona e, pertanto, non potete giudicare chi non ha i vostri stessi interessi. Anche quelle che appaiono come manie vanno rispettate, il rispetto dell'altrui persona deve essere sempre al primo posto in ogni azione della vostra vita, in ogni pensiero.

 

Ogni fratello curi il proprio giardinetto secondo i suoi gusti, secondo le sue attitudini. Che diritto si ha di calpestare il giardino degli altri, di distruggere il frutto degli sforzi, delle fatiche altrui?

 

È un'immagine che potrebbe servire in tanti momenti della vita per capire se si è nel giusto,  se si è, se si sta conducendo bene la propria vita.

 

Ma noi sappiamo che parlando alle vostre coscienze ogni nostro pensiero viene assimilato dalla memoria cellulare e, se anche non ricordate mentalmente, siate sicuri che avete tutto dentro e, al momento opportuno, la conoscenza verrà fuori - quando sarà utile dare un consiglio, un suggerimento a un fratello in un momento di bisogno. È una conoscenza che non serve a fare sfoggio di eloquenza, è una conoscenza che allarga il cuore perchè possa riempirsi di amore, è una conoscenza che allarga l'intelligenza perché possiate capire, comprendere ciò che a molti sembra incomprensibile, inaccettabile.

 

La conoscenza procede sempre accompagnata dal cuore.

 

Ora mi fermo perché voi possiate fare le vostre domande, se ce ne fosse bisogno, oppure chiedere qualche chiarimento a quanto vi abbiamo proposto.

 

Allora vi saluto, fratelli, vi lascio sempre il mio amore, la mia luce.

 

Addio.

 

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