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Il Perdono è Frutto Dell'Amore

Il Perdono è Frutto Dell'Amore Messaggi Dalle Guide

 

Il Perdono è Frutto Dell'Amore

 

15.07.2014

 

Le Guide Angeliche dettano a Lidia al Gruppo di preghiera Amore e guarigione di Catania

 

Fratelli diletti, siamo con voi. Insieme alla Comunità di cui io sono portavoce, porgo il mio saluto fraterno e do il benvenuto alla sorella Maria, che questa sera ospitate in casa vostra e ci consente, così, di comunicarle il nostro amore, la nostra energia, la nostra simpatia, il nostro plauso, per quanto impegno mette in un lavoro che a tutti i costi vuol portare avanti non certo per sua vanagloria, ma per aiuto e sostegno a fratelli bisognosi, a fratelli addormentati, o semi-addormentati nello Spirito.

 

Il Risveglio della coscienza, come già sapete, avviene perché si è già fatto un Cammino in precedenti vite e per le esperienze espletate con successo. Soprattutto, significativi e di vitale importanza sono gli incontri che si fanno in una esistenza e le occasioni che “si prendono al volo”, considerate utili e necessarie per il proprio cammino, e che a volte si perdono. Ma, per quell'”autobus” che si è perso, lo Spirito divino - che  sovrintende a tutti i nostri piccoli programmi - fa sì che si ripropongano altre occasioni in questa esistenza, come nelle altre a venire.

 

È un discorso rivolto a tutti, quando vi accorate, fratelli, perché vi è sfuggita una occasione che sul momento sembrava inutile e superflua alla vostra esistenza e poi, nel tempo, vi è parsa essenziale. L'amore di Dio legge in ogni cuore e non lascia scontenti i propri figli per le occasioni perdute.

 

Anche se il tempo, visto che vivete in questa dimensione, vi appare nemico, fate in modo di “uscirne”, di estrapolare il tempo dal suo scorrere veloce per poter inserire tutto il vostro vissuto, la personalità spirituale nell'Eterno Presente, nella cui dimensione, non ci sono rimpianti, non ci sono occasioni perse, perché tutto è perfetto, e ognuno di noi è perfetto nel suo stato.

 

É vero, anche, che queste mie parole potrebbero fare a pugni con la realtà in cui siete immersi, una realtà crudele, una realtà malefica, perché vi porta ad avvilirvi quotidianamente, e tutto il lavoro che avete fatto su voi stessi, in un momento di grande delusione, può apparire distrutto, disintegrato. Questo avvenimento non deve durare oltre un secondo, oltre un attimo, perché è vostro dovere, vostro compito, stimolare una ripresa su voi stessi, sulla stima di voi stessi e sull'auto-compiacimento per il lavoro svolto insieme ai vostri fratelli, tutte quelle creature che seguono da anni i nostri insegnamenti, i nostri consigli e - perché no - molti di loro li hanno messi in pratica, facendo sì che diventassero la realtà della loro vita, della loro esistenza, la realtà quotidiana.

 

È vero, anche, che non è facile e scorrevole il Cammino, né uguale per tutti, ma vi dovete compiacere con voi stessi per i progressi fatti, progressi per aver superato aspetti caratteriali che portavano sofferenza, per aver superato il giudizio degli altri sul vostro operato, affidandovi soltanto alla voce del vostro Spirito, quella voce che può e deve essere sincera al massimo, l'unica da ascoltare; mentre la voce del mondo esterno è improntata alla falsità, all'invidia, all'ignoranza. Ognuno  di voi sa come parlare e ascoltare la voce del proprio Spirito, nei momenti in cui sembra che si perda il controllo di se stessi, che si esca fuori dal seminato, ma non c'è alcun pericolo di regressione: ciò che si è conquistato, che si è fatto proprio, non lo si può perdere per una arrabbiatura, per una delusione. Questa è la nostra certezza che dovrà essere la vostra certezza.

 

Che importa se la gente che frequentate non approva il vostro operato e, soprattutto, il vostro pensiero? Il pensiero che si è andato formando allorquando vi siete liberati da moltissimi condizionamenti impartiti nell'infanzia, ma anche nel rapporto con gli altri, nella cosiddetta socializzazione; condizionamenti che apparentemente servono per il quieto vivere, per rapporti sociali pacifici, ma il cui effetto è distruttivo, è catastrofico. Perché tutto questo? Perché vi rendeva quasi prigionieri di un pensiero, se non proprio prigionieri, imprigionati dai doveri, dove erano esclusi anche i piaceri. Io vi dico, che si può vivere in pace con gli altri rispettando il pensiero altrui, ma esigendo il rispetto per il proprio pensiero e per le proprie azioni, anche se appaiono in contrasto col pensiero dominante, con il pensiero della massa.

 

Avete scardinato i condizionamenti che riguardavano il valore intrinseco della vostra persona dal punto di vista fisico e spirituale, e nel riconoscimento del rispetto verso gli altri c'è anche il riconoscimento del rispetto verso se stessi.

 

Tempo fa, accennavamo alle difficoltà che si incontrano in una incarnazione, in una e in tante altre incarnazioni, e più se ne presentano, più viene fuori il vostro valore nel superarle, conservando la fiducia interiore, senza perdere mai la gioia dell'esistenza e la gratitudine nei confronti del Creatore per la vita che vi ha dato. Come si può non amare il nostro Creatore? Come si può non riconoscere la Sua esistenza, quando Egli è presente in ogni cellula del vostro corpo, in ogni stella dell'Universo, in ogni goccia del mare?. Anche se avete avuto una impostazione mentale di frazionamento, cioè a dire vi sentite frammentati, e divisi in categorie: regno vegetale, regno animale, regno minerale  sono solo delle categorie mentali, utili per lo studio degli addetti ai lavori, per lo studio delle leggi della natura.

 

Vi siete mai chiesti che cosa unisce tutti questi regni? La scintilla divina, l'energia o particella che, secondo l'intento umano, è la forza creante che avete dentro, che diventa concretezza, diventa materia pesante. Allora, se l'energia è dentro e attorno a voi, perché escludete Dio da voi e Lo sentite lontano da voi, come qualcosa di irraggiungibile? Non saranno certo le preghiere, le litanie, i precetti a farvi sentire Dio dentro di Voi, a farvelo sentire vivido e palpitante, ma soltanto una presa di coscienza, una presa di coscienza totale, a largo raggio.

 

Se riconosciamo Dio in noi e attorno a noi, come potremmo vedere nemici nei nostri fratelli? Come potremmo sentirci colpevoli, così colpevoli da meritare l'inferno o il purgatorio dopo la morte? Dobbiamo renderci conto che il perdono è frutto dell'amore, non è qualcosa che dobbiamo attenderci dagli altri. Cominciamo a perdonare noi stessi; nel perdono ci accettiamo, essendo certi che se non riusciamo ad equilibrare determinate disfunzioni nei rapporti con i nostri simili, la legge di causa-effetto ci proporrà in altre esistenze una compensazione, non un castigo. Sarebbe opportuno darsi da fare durante questa esistenza, per accelerare quel processo, così ambito, verso una consapevolezza a 360 gradi, una consapevolezza ambita, desiderata, voluta, agognata, perché è l'unica che ci fa sentire in simbiosi con Dio e facenti parte dell'Unità, pur nella molteplicità.

 

A volte, una vita non basta per darsi da fare, se intervengono le malattie, oppure gli ostacoli, che sono necessari per la crescita: non si cresce senza sacrificio, senza sofferenze, l'avete imparato a vostre spese, fratelli.

 

Non  potreste provare la gioia senza aver sperimentato il dolore, e così per tutti i contrasti. Devo dirvi, però, che una volta superato e compreso tutto ciò, allora si trascende la gioia e il dolore, la sofferenza e la beatitudine, la salute e la malattia, e tutte le emozioni che accompagnano la vostra vita.

 

Comprensione significa superamento, significa non ritornare più sui propri passi, questo è l'aspetto più bello di quello che si può ottenere in una esistenza.

 

Avete messo da parte ogni concetto su Dio, sulla forma umana, attribuendoGli difetti e pregi umani, però avete aperto una parentesi e operato un’apertura importantissima a livello della coscienza.

 

Se non sentite più il bisogno di andare in chiesa a confessarvi, non è perché vi siete assolti dei vostri difetti, delle vostre incomprensioni, ma è solo perché avete un dialogo aperto, sempre aperto col vostro Spirito. C’è chi ha ancora bisogno di sentirsi alleggerito della propria responsabilità, rivolgendosi a un prete, ad un sacerdote. Che lo faccia, se sente ancora questa necessità! Però, per noi il dialogo con il proprio Spirito, il risveglio della coscienza, per quel tanto che vi è dovuto, è di grande valore, di grande importanza: sapete che, se avete arrecato un danno, un grosso danno ad un vostro fratello, non basterà chiedere perdono, dovrete compensare il danno in qualche modo, altrimenti, in un'altra vita, vi verrà servito il conto che avete in sospeso.

 

Se la religione cattolica ha sottolineato - a più non posso - l'importanza di una vita, senza accennare ad altre incarnazioni, non è per escludere le altre esperienze passate e future, ma solo perché si prenda coscienza che il risultato di una vita è determinante per la propria salvezza interiore. Bisogna darsi da fare a più non posso, senza rimandare ad un futuro ipotetico quello che si può fare oggi.

 

C'è una piccola sorella tra di voi che, a breve, avrà dei contatti importantissimi: non dovrà allarmarsi, perché noi la stiamo mettendo alla prova per saggiare la sua forza interiore nell'affrontare un onere non indifferente, un compito di grande importanza. Quindi, sorella, sii preparata a questi contatti e non avere fretta, ma già hai avuto qualche sentore.

 

Ora io mi fermo, per darvi la possibilità di formulare qualche domanda, se ce ne fosse bisogno. Sono sempre a vostra disposizione per aiutarvi e servirvi come meritate.

 

Allora io vado. Addio, fratelli.

 

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