Le Parole degli Angeli
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Premorte

I defunti ci aspettano

I defunti ci aspettano testimonianze

 

I defunti ci aspettano

 

Avevo cinque anni quando fui investito da una macchina; non ricordo di aver lasciato il mio corpo, ma ricordo che guardavo dall'alto in basso tutta la scena. Era pomeriggio inoltrato e la luce si stava spegnendo rapidamente, ma i colori per me erano così incredibilmente chiari e luminosi. Ero con una donna che ora credo sia la mia guida spirituale o il mio Angelo, lei era "luminosa", irradiava luce da tutto il suo essere; mi teneva la mano e sebbene non parlassimo, comunicavamo chiaramente.

 

Ricordo la folla che si era radunata ma quello su cui mi sembrava concentrata la mia attenzione era la mia famiglia; ricordo di aver guardato mio padre (era in uniforme visto che era un soldato) ed era inginocchiato accanto a me, mi teneva tra le sue braccia cullandomi, mi cullava, sapevo che era preoccupato per me ... ricordo anche di aver riso al pensiero che mi ero messo nei guai perché il mio sangue stava sporcando la sua uniforme.

 

Ero molto curioso di sapere perché mio padre stesse piangendo (non l'avevo mai visto piangere prima), ma la mia guida spirituale mi disse che erano arrabbiati perché il mio corpo sembrava senza vita; anche mia madre era inginocchiata accanto a me e ondeggiava e piangeva .... e io volevo raggiungerla e dirle che stavo bene.

 

Ricordo molto chiaramente che quando arrivò l'ambulanza, i medici dissero a mio padre di mettermi giù in modo che potessero guardarmi, visitarmi .... fu mia madre che in qualche modo mi "strappò" dalle braccia di mio padre per farmi vedere dai medici.

 

E io stavo guardando tutto questo e, anche se mi sentivo in parte molto distaccato e calmo, ero veramente dispiaciuto per i miei genitori; non ero preoccupato dal fatto che avevo una ferita sulla testa e stavo sanguinando, non ero preoccupato di soffrire perché non sentivo alcun dolore, ma ero preoccupato che si sarebbero arrabbiati con me ... ma la mia guida volle che sapessi che non erano arrabbiati con me, erano solo tanto spaventati.

 

Mentre guardavo i medici cercare di rianimarmi, la mia luminosa compagna mi chiese se mi sarebbe piaciuto tornare indietro ... dove sarei tornato, le chiesi guardando il mio corpo ... e in quel momento arrivarono altri due esseri, erano le mie nonne, una che non avevo mai incontrato e l'altra che era morta solo diciotto mesi prima ... sapevo istintivamente che qualunque scelta avessi fatto sarei stato al sicuro.

 

Ero circondato dall'amore, ero avvolto dal calore e da un senso di appartenenza che non avevo mai sperimentato fino a quel momento ... ricordo di aver guardato la scena che si svolgeva sotto di me, a terra, con mia madre quasi isterica e mio padre con gli occhi vitrei e la faccia come di pietra e ho preso la mia decisione. Ho guardato i tre volti amorevoli intorno a me e ho detto loro che non potevo lasciare i miei genitori in quel modo, avevo sentito quanto profondamente ero importante per loro e quanto amore provavano per me, un amore così grande che prima non avevo potuto conoscere.

 

Non appena questo pensiero mi attraversò, ero di nuovo nel mio corpo.

 

Poi non ricordo più nulla tranne il "risveglio" su un tavolo operatorio sentendo un medico imprecare e poi nulla finché non mi svegliai nel letto con i miei genitori intorno a me.

 

Cominciai a raccontare ai miei genitori quello che avevo vissuto, volevo dire loro che avevo visto le loro mamme e un "Angelo" ed entrambi furono molto gentili con le loro domande e mi incoraggiarono a parlare se volevo ... erano solidali e mi credevano perchè non avevo nessun altro modo per conoscere, per sapere tutto quello che era successo se non vivendolo.

 

I defunti ci aspettano testimonianze sono parole di Leone

 

 

 

I defunti ci aspettano testimonianze

 

I defunti ci aspettano

 

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