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La Consapevolezza Di Sè Alla Guida Della Vita

La Consapevolezza Di Sè Alla Guida Della Vita

 

La Consapevolezza Di Sè

 

In questo nuovo articolo parliamo della consapevolezza di sè alla guida del cammino, parliamo di consapevolezza; della consapevolezza raggiunta a seguito delle esperienze OBE e NDE di cui hai letto nei precedenti articoli; una consapevolezza profonda che influenzerà il resto dell'esperienza di vita sulla terra.

 

Ma questo è il quarto articolo scritto e forse, dai motori di ricerca, sei entrato proprio a questo punto per cui ti invito a fare il percorso dall'inizio, ti sarà più facile seguire quello che stiamo imparando sul vero senso della vita sulla terra.

 

Ti faccio due righe di riassunto .... nel primo capitolo (www.leparoledegliangeli.com/it/aldila/4056-chi-sono-da-dove-vengo-dove-vado-tutte-le-risposte.html) anche attraverso le fotografie ti ho fatto conoscere la reale esistenza dell'Anima e che la morte non esiste; nel secondo capitolo (www.leparoledegliangeli.com/it/aldila/4060-esiste-l-anima-dopo-la-morte-come-esiste-nella-vita.html) abbiamo visto cosa si vive come Anima nel momento della morte, nel momento del passaggio dalla vita nel corpo fisico alla vita senza il corpo fisico e abbiamo scoperto che ognuno di noi è Emozione, è cuore, è sentimento; questa è la nostra vera Essenza; nel terzo capitolo (www.leparoledegliangeli.com/it/aldila/4063-c-e-la-vita-nell-aldila-i-racconti-nde.html) siamo entrati in contatto con il Cielo attraverso i racconti di chi ha vissuto una NDE, hai letto le loro esperienze, hai sentito le loro emozioni.

 

Come ti dicevo oggi parliamo della consapevolezza raggiunta nel corso di queste esperienze, un sentire profondo che sarà tesoro per quel cuore una volta rientrato nel suo corpo fisico e ripresa la vita sulla terra.

 

Anche oggi ti metterò stralci dei loro racconti che ho raccolto in questi anni e che sono integralmente pubblicati sul sito www.leparoledegliangeli.com

 

Ascoltiamo

 

Mi è stato chiesto come queste mie esperienze hanno cambiato la mia vita: per quanto riguarda il mio comportamento, rispetto la vita nella sua totalità, cerco di non uccidere neppure una formica, mi dispiace anche di avere il pollice nero e di dover sistematicamente gettare via le mie povere piante morte! (Caterina)

 

Ora la mia vita è migliorata: a livello materiale non sono più uno studentucolo, ma lavoro e posso seguire maggiormente le mie aspirazioni e i miei interessi; a livello spirituale rispetto a un tempo ho una marcia in più. Tuttavia a volte provo una gran tristezza perchè so che là starei ancora meglio. (Ernesto)

 

Che altro dire ... non saprei ... sono cresciuta e la mia vita è cambiata molto dopo la seconda esperienza, la ricerca spirituale si è fatta intensa. (Maria)

 

Sinceramente questa esperienza mi ha fatto capire che c'è altro dopo la morte di questo corpo dove mi trovo, secondo me non si muore completamente ma rimane l'essenza, lo Spirito, l'Anima chiamatela come vi pare, dopo inizia un'altra vita. (Ernesto)

 

Ecco Sara, ecco amici, questa è la mia esperienza che è rimasta con me in un ricordo molto forte e molto piacevole, è forse per questo che la morte non mi fa paura anche se nutro un profondo rispetto per la vita. (Mauro)

 

Io ho capito che la morte non esiste, è semplicemente una trasformazione e con questa consapevolezza si vive molto meglio e si fa e si da tanto agli altri. (Maria)

 

Sono passati più di vent'anni ma quel ricordo è indelebile. Poco dopo quell’esperienza venne mia madre in sogno, un contatto mano nella mano e il suo volto come se vedessi un film, mi disse, a risposta della mia domanda ‘Mamma dove sei?’ lei disse ‘Non sono lontano sono qui sopra’. (Tiziana)

 

Ho vissuto la dilatazione del tempo ... e credo che davvero non sia dato allo Spirito di vivere il dolore fisico in un momento culmine, intendo dire che lo Spirito si ritrae prima ... ecco. Poi la mia vita è cambiata del tutto, ora lavoro con persone non autosufficienti. (Enrico)

 

Mi sono risvegliata all'ospedale con infermieri e medici intorno .... che freddo che c'era ... avrei preferito rimanere là .... ora mi è rimasto questo ricordo e questa esperienza mi ha molto cambiato ..... quello che mi ha fatto ritornare era vedere mia figlia sulla terra che piangeva davanti al mio corpo disteso sulla lettiga, io mi vedevo lì immobile ... (Paola)

 

Questa esperienza mi ha cambiato, ho cambiato il modo di vedere le cose, di capirle, giustificare e AIUTARE il prossimo; devi sapere che ero religiosa per modo di dire, pensavo alla mia vita, la mia famiglia, il mio lavoro e basta. La voce che mi accompagna da allora, mi parlò di aiutare e io non sapevo come, poi mi parlò di usare le mani, da allora, senza che io dicessi nulla, le persone cominciarono a suonare il campanello di casa per problemi di salute. Ricordo il primo caso fu di fuoco di Sant’Antonio, io non l’avevo neppure mai visto, non so come ma le mani cominciarono a muoversi vicino alla parte malata, sentivo la voce dirmi di continuare e poi mi disse basta, io nel frattempo dissi mentalmente una preghiera, il rossore scomparve poco a poco e anche il dolore e cosi è cominciato il mio compito. La mia storia è una cosa semplice ma bellissima per me e chi vede la LUCE sa veramente cos’è il bene e l’amore per tutto e tutti. (Valeria)

 

Parlo di questa mia esperienza a tutti quelli che hanno paura di morire specie a quelli che, pur pregando da anni, hanno nell’inconscio quello che gli fu messo da chi doveva insegnare effettivamente chi è Dio e che non l’ha presentato come un Padre buono e misericordioso, specie per noi che siamo per ora costretti in questo involucro, ma come un giustiziere che ci aspetta al varco. (Paolo)

 

C’è … si sente una pace, un benessere, una gioia, un piacere, tutte questa cose qui, tutte insieme e di continuo, di continuo, non come qui, che ho pensato un milione di volte a cosa poter paragonare a quello che c’è qui sulla terra, ma non c’è nulla. Io ho pensato una cosa, alla gioia più grossa che uno possa avere sulla terra o al piacere più grosso che possa avere sulla terra, confronto a lassù è come … una goccia d’acqua confronto al mare e questa goccia qui noi la possiamo avere solo restandoci, mentre là, di continuo … continuo. In più mi ha fatto sentire gli altri, cosa pensavano nei miei confronti, non c’è odio, ne invidia, gelosia, c’è solo Amore. Al mio risveglio mi sono sentito subito diverso, tante cose che sentivo prima, mi davano noia, non potevo sentire bestemmiare. Subito, la prima cosa che ho detto è che non mi volevo più arrabbiare, se sentivo qualche persona che parlava male, mi dava noia e … per un mese ho faticato tanto a riabituarmi alla vita terrena. Comunque noi pensiamo, quando uno muore, non sente più nulla e … non è vero, noi sulla terra lasciamo il nostro corpo, ma quando andiamo via, portiamo via tutti i nostri sentimenti, vediamo, parliamo, udiamo e specialmente i sentimenti che abbiamo ora, li abbiamo anche dopo e sentiamo il bene e sentiamo il male, ed è proprio li che uno, deve (prendere l’abitudine) nel cercare di camminare bene, perché qui abbiamo degli anni, dopo lassù abbiamo l’eternità, e … noi giù ci lasciamo solo la carne e tutto il resto lo portiamo via (Alessandro)

 

Io ho rispetto, il massimo rispetto per la morte, ma non avrò mai paura. Se c’è una cosa che mi fa diventare una belva è il pensiero di come fin da bambini si presenta la morte, la si mette sempre abbracciata alla punizione, all’inferno, noi stiamo pagando il frutto di quella grande opera di Dante Alighieri, ma è tutto assurdo, ma è tutto contrario a chi realmente crede in un Dio “Ricordati che sei polvere e polvere ritornerai”, noi tutti vediamo che è giusto, quando si passa all’aldilà si passa con l’Anima, il corpo lo lasciamo imputridire nel camposanto. Allora cosa vuol dire che si vada scalzi tra i carboni ardenti e si bruci per l’eternità se la carne l’abbiamo lasciata sulla terra? dove sta scritto che anche l’Anima brucia? e quel diavolo che col forcone ti butta nel più profondo degli abissi cosa punge? l’Anima? allora cos’è questo diavolo? cos’è questo inferno? perchè farci tanta paura? il nostro signore ci vuole tutti fino all’ultimo nell’aldilà anche il peggiore degli uomini, ci saranno diversi stati, diverse forme, chissà forse quante altre vite, ma un Dio che ti butti nel fuoco è un Dio che è contrario a se stesso. Se all’inferno ci si va per l’eternità perché con una messa si ha uno sconto di determinati anni? perché con una candela hai x anni di indulgenza e con un cero enorme hai x più 1? Io sono un ragioniere ex bancario ma questi sono calcoli che mi fanno ridere. Come mi fanno ridere quelli che mi telefonano dicendomi “lei che dovrebbe essere morto o cieco o paralizzato” mi trovano vivo, guido la macchina e dico al mondo ‘non disperare mai’ e alla classe medica dico ‘non dite mai non c’è più niente da fare che lo si voglia o no sopra di voi c’è Dio’. (Franco)

 

Prima dell’incidente il mio rapporto con Dio era praticamente inesistente. Il mio obiettivo principale era quello di vivere la vita al massimo, cercando di godere il più possibile, con il desiderio ossessivo di sempre “nuove emozioni”. La continua ricerca “esteriore” faceva parte di me, ma molte volte mi chiedevo se quello che conoscevo, quello che facevo, quello che imparavo, quello che accadeva fosse semplicemente “un caso” oppure se tutto avesse un senso, un significato profondo. A volte desideravo con tutto me stesso di trovare anche un solo significato e di dare un valore più importante alla mia Vita, ma spesso era molto più semplice e comodo fuggire da questa voce della coscienza per tuffarmi ad alta velocità nel caos della quotidianità. (Alessio)

 

È stato l’incontro profondo con me stesso, con il mio nucleo, con la mia vera essenza, con ciò che in realtà sono. Il ricordo di quello che ho vissuto in quella dimensione mi ha permesso di capire che sono un’Anima al comando di un corpo fisico e non di essere un corpo che possiede una parte spirituale. È questo radicale cambiamento di identificazione che ha prodotto in me una nuova visione di vita più vera, che mi ha spinto a reagire positivamente di fronte ad un evento considerato drammatico. Ciò mi ha permesso di maturare, di lasciar affiorare la parte migliore di Alessio e conoscere la forza che non avevo mai pensato di possedere. Finalmente l’incontro con me stesso, che sempre avevo sfuggito, era avvenuto. Certo, sembra incredibile a dirsi, ma “grazie” a questo incidente, “grazie” a questo appuntamento imprevisto, è avvenuto quello che ho sempre desiderato intensamente, quello che un tempo era il mio sogno: un cambiamento e un miglioramento di vita, netto, improvviso, radicale. (Alessio)

 

Non mi aspetto assolutamente che ci crediate o meno, fatto sta che da quel giorno cerco di vivere la vita e di vedere la stessa con occhi diversi e di affrontare i problemi diciamo in modo “filosofico” e critico, cercando di amare sempre il prossimo e di capirlo nei limiti della mia mortale esistenza sapendo che ognuno è importante per me e io per lui. Soprattutto vedo la morte come una liberazione e un nuovo inizio, non una fine. (Francesco)

 

Continuai a vedere quella luce dorata affianco a me che dall'alto mi guardava facendomi sentire protetta e al sicuro, fino a quando non mi sentii meglio. Dopo l'accaduto mi dissero che avrei avuto tanti problemi ad avere dei figli a causa di quello che era accaduto dopo l'intervento. Ma io sentivo dentro di me che non era così ... infatti a 21 anni ebbi la mia prima bambina e ora ho tre splendide creature. Già allora credevo agli Angeli perchè mi hanno aiutato spessissimo e tutt'ora sono sempre più convinta che siano con noi sempre. E lo sto insegnando anche ai miei figli. Credo sia meraviglioso sapere di avere qualcuno accanto che ci aiuta e protegge. (Sara)

 

Appresi di essere stata clinicamente morta per soli tre minuti mentre per me il Tempo non esisteva. Mi ricordai dell’infermiera e chiesi se aveva sbagliato strumento e mi confermò ciò che avevo visto nei primi attimi. Fu come rinascere con la consapevolezza da allora di ogni giorno che vivo: che io sono Amore gli appartengo come parte integrante. E forse quel bambino che ho perso mi ha regalato questa esperienza d’Amore che era al di là di una vita, era l’eternità. (Monica)

 

Questa è stata un'esperienza fantastica che nonostante siano passati parecchi anni, ricordo come fosse appena successa. Non serve dire che da quel momento avendo ricevuto una prova così importante sull'esistenza dell'Aldilà e di Dio, ho iniziato a lavorare su me stessa per migliorare la mia persona, ogni tanto si cade, però faccio del mio meglio. (Rosanna)

 

Mi fu mostrata la mia vita dopo il mio ritorno sulla terra. Prima però mi era stato chiesto se desideravo restare o tornare a vivere. La mia Anima voleva restare, ma aveva pensato ai miei due bambini che avevano bisogno della loro mamma. Mi fu detto anche che quando fossi ritornata avrei necessariamente dimenticato molte delle cose che avevo vissuto. Malgrado il mio desiderio di fissare dentro di me tutte quelle conoscenze, so che molte sono svanite: non ho potuto portare con me che qualche briciola, e me ne dispiace. So di aver saputo molte cose, ma le ho dimenticate.

 

Mi fu detto che Dio era la forza, la vita e il movimento, che la vita esisteva ovunque nell'universo, che quando morirò non mi sarà chiesto a quale religione, filosofia o razza appartengo, ma come ho amato e che cosa ho fatto per gli altri, perché l'unica cosa importante è la qualità interiore di un individuo. Mi fu detto anche che tutto ciò che andava nel senso dell'unità era positivo e che la mia vita rapportata all'eternità corrispondeva a un battito di ciglia della mia propria vita. Mi fu mostrato anche il futuro dell'umanità. Vidi che la nostra terra sarebbe stata oggetto di grandi capovolgimenti e che noi avremmo attraversato delle grandi prove, delle grandi tribolazioni, perché avevamo una tecnologia avanzata, molta scienza, ma poca fraternità e saggezza. E mi fu mostrato tutto quello che minacciava di avvenire se non avessimo cambiato. Insisto sul "se" perché è determinante. Mi fu detto che eravamo come a un crocevia e che niente era ineluttabile, tutto dipendeva dalla nostra capacità di amare e di agire con saggezza.

 

Avvertii comunque l'urgenza estrema di una grande trasformazione individuale e planetaria dell'umanità e la necessità di instaurare la pace e la tolleranza in noi e intorno a noi per vivere in armonia e nel rispetto di tutto ciò che vive. Vidi anche che avevo già vissuto su questa terra. Mi furono mostrati spezzoni di altre vite e il legame che le collegava tutte. Mi fu detto che si ritorna su questa terra finché non si acquisisce sufficiente amore e saggezza: è tutta questione di evoluzione. Nello stato in cui ero, trovavo tutto molto logico ed evidente. In seguito, quando fui ritornata nel corpo, questo ricordo mi è risultato sconvolgente; sono però intimamente convinta che questo concetto delle "vite successive" non deve far discutere, nel senso che non è importante far propria una credenza o una convinzione, ma trasformarsi. A livello di assoluto, al di là del tempo e dello spazio, non c'è che la vita, la Grande Vita ... ma nella nostra dimensione, limitata dallo spazio e dal tempo, noi prendiamo coscienza soltanto di un segmento, di una parte di questa vita che scorre tra la nascita e la morte, e pensiamo che questa piccola vita sia tutto quello che c'è da conoscere. Invece non è così. (Nicole)

 

La Luce che mi aveva accolta facendomi capire cos’è l’Amore del Cielo, illuminava quel paesaggio straordinario e da Lei mi giungeva una domanda senza parole, incisa a fondo nella mia mente: “Sei felice della vita che hai fatto? Credi di aver amato abbastanza? Di aver dato abbastanza di quel che ti ho donato?”. Un grande “No” si levò dal fondo di me stessa, e in quel “no” c’era tutta la mia vergogna …. mi sentii indegna di stare lì, tutta la mia vita era tornata alla superficie della mia coscienza, mi sentii piena di vergogna e capii che lì potevo avere degli aiuti, delle risposte, anche se ora quelle risposte avevano poco senso, visto che non appartenevo più alla terra. Una domanda nacque da una parte profonda del mio essere, della mia vergogna e della mia indifferenza umana: “Dio mio, perché tanti soffrono sulla terra, perché le malattie, il dolore, la povertà, se tu puoi donare tutto questo a tutti?” … pareva quasi che lo accusassi delle nostre mancanze e dei nostri egoismi, che pena, e che vergogna! .... quasi che in quella domanda ci fosse la giustificazione della mia indifferenza verso il dolore del mio prossimo! La Luce non mi ha mai accusata, non mi ha mai umiliata, ma ero io stessa a giudicarmi e, di fronte a tutto quell’Amore oceanico, la mia miseria appariva ancora più squallida.

 

Mi era stata data una grande verità da portare indietro: senza imparare ad avere la sensibilità verso i sofferenti della terra e senza la nostra cura per loro, senza acquisire la capacità di compassione per il dolore che ci sta intorno, nessuno di noi potrebbe sostenere un giorno tutto quell’Amore celeste che è beatitudine assoluta. Nessuno. Ne saremmo travolti se non fosse Dio stesso a donarci, nella Sua infinita misericordia, la capacità di recepirlo e poterlo assaporare attraverso la nostra capacità di compassione e amore verso gli altri. Vale la pena di vivere e morire solo per poter stare un microattimo immersi in quell’Amore, credetemi. Il dolore e la sofferenza dei fratelli è una grande strada che ci è donata, a noi e a loro, per avere un giorno qualcosa da poter offrire a Dio come atto di bontà e altruismo, come segno di comprensione di questa fratellanza che unisce tutti gli uomini al di là di ogni barriera culturale, di colore, di religione. (Betty)

 

Mi è stato detto che dobbiamo solo chiedere aiuto ai nostri Angeli ed essi verranno per guidare la nostra vita. Ho capito che dovevo superare la mia cecità per imparare ad usare il mio dono che mi permette di diffondere a tutti quanti la lezione d'amore che ho appreso (Kennet)

 

Riprendo il discorso della Luce vidi mio zio, ma mentre io andavo per abbracciarlo lui mi fermò, mi fece un sorriso enorme e mi disse; tu qui non puoi stare, il tuo compito sulla terra è ancora lungo, stai serena, fai sempre ciò che ti detta il cuore, io ti voglio bene, io sto molto bene, sono sereno, qui è un mondo di vari livelli, io sono in un livello importante, ma tu devi tornare, io ti aiuterò sempre da quassù e tu aiuta il tuo prossimo e amalo perche Qui vige solo l'Amore perchè Dio è Amore. E io mi risvegliai in sala di rianimazione (Nuccia)

 

(dopo il risveglio in ospedale) Non riuscivo a parlare però mi avevano dato una lavagnetta dove scrivevo tutto, gli infermieri ridevano, ma Giulio non ha più riso quando ho detto dove aveva messo le chiavi che stava cercando da tempo, e non ha più riso Chiara quando le ho detto di non essere più triste, che tutto col tempo si sarebbe risolto, non ha più riso la mia amica quando le ho detto che l'avevo vista piangere sull'ascensore ... ora mi è rimasto una sorta di sesto senso, c'è chi mi parla e cerca aiuto ma non sono persone e io non sono pazza !! (Giovanna)

 

Dopo che l'Essere di Luce finì di parlare, senza che passasse solo un attimo di tempo, Roberto si sentì con un sussulto rientrare nel suo corpo mentre era coperto dal lenzuolo e messo in un angolo dell'astanteria. Subito tutti si accorsero increduli della nuova situazione. Lo scoprirono e lo portarono immediatamente in Rianimazione. Tre mesi in Ospedale ci vollero perchè Roberto potesse uscire dall'ospedale con le sue gambe. Per tutta la vita portò i segni nel suo corpo di questo incidente. Ebbe l'occasione di amare, come la Voce gli aveva predetto. Il secondo figlio nacque troppo prematuro, ed ebbe dei danni cerebrali gravissimi. Roberto lo accolse e lo amò come un padre ama il suo figlio prediletto. Morì all'età di sei anni. Roberto lo curò notte e giorno e il bambino gli morì tra le braccia. Sei anni dopo ebbe un attacco cardiaco. In realtà si trattò di un aneurisma disseccante dell'aorta. Otto ore di intervento cardiochirurgico, ma evidentemente Roberto aveva compiuto la sua missione. Dopo alterni momenti nei quali pareva che ce la facesse, sotto intervento il suo cuore non ce la fece. (Maurizio)

 

A questo punto con tanta tenerezza mi abbracciò, poi lentamente si staccò da me e, girandomi le spalle con estrema lentezza si allontanò, raggiungendo il punto da dove era venuto. Lo seguii con lo sguardo finché diventò un punto quasi invisibile al mio sguardo. L'ultima visione che ebbi fu vederlo scomparire in una luce luminosissima. Le lacrime mi scendevano copiose dal viso, e per quando sforzo facessi, non riuscivo a trattenerle. Lo sfogo del pianto può recarti sollievo, ma non ti toglie il dolore immenso che ti rimane per tutta la vita. Appena mio padre scomparve dalla mia vista, in quel preciso istante mi sentii risucchiare come in un vortice e rientrare nel corpo. Mi accorsi così di essere ritornata nel letto dell'ospedale. Accusavo dolori in tutte le parti del corpo, dolori normali post -operatori. Sentii intorno a me tante voci, riconobbi la voce del Chirurgo che rassicurava mio marito dicendogli che il peggio era passato. Io cosciente ascoltavo con gli occhi chiusi, le lacrime scendevano copiose. Mio marito accorgendosi del mio pianto cercò di rassicurarmi, non poteva certo sapere che quelle lacrime erano per aver dovuto lasciare mio padre e quella sensazione di beatitudine e di pace profonda. Tutto questo mi maturò molto, anche a livello spirituale, tanto che incominciai a guardarmi intorno aiutando e stendendo la mano al prossimo bisognoso (all'epoca lo potevo fare ...) e cercando di essere sempre più disponibile verso gli altri, dandomi la certezza dell'esistenza dell'Aldilà dove i nostri cari ci aspettano con amore. Questa convinzione mi è stata data, vivendola in prima persona. Le esistenze che viviamo sulla terra, sono tante tappe per raggiungere la vera Realtà. (Annamaria)

 

Da questa esperienza mi è rimasta una forte nostalgia, nostalgia di ritornare in quel posto paradisiaco (Elda)

 

Oggi ho recuperato quasi totalmente la mia vita. Spesso mi chiedo perché mi hanno fatto tornare in questo mondo di lacrime, ma poi guardo chi mi ama e mi piace pensare che forse ho ancora qualcosa da dare. (Angela)

 

Facciamo tesoro di tutte queste esperienze e proseguiamo nel cammino di scoperta della vita, di riscoperta della vita.

 

Quante emozioni abbiamo vissuto anche oggi ascoltando parole di chi ha vissuto il Cielo ed è ritornato poi nella sua vita sulla terra con una consapevolezza maggiore di quello che è in realtà la vita sulla terra, l'esperienza per ognuno di noi di vita sulla terra.

 

Ognuno di noi .... siamo Anime, siamo sentimento, siamo cuore, siamo Amore, siamo completamente liberi, liberi ogni istante di essere Amore o no, aiutare o no, donarci o no, soccorrere o no, rispettare o no, comprendere l'altro o no, in una parola Amare o no.

 

Questa è la consapevolezza che loro hanno acquisito nell'esperienza e questa è la consapevolezza che ci stanno trasmettendo con le loro parole, i loro racconti.

 

Un giorno ognuno di noi sarà chiamato a rispondere a una semplice quanto importante domanda: "quanto hai amato? chi hai amato?"

 

E nel rispondere a questa domanda ognuno di noi esprimerà il vero significato della vita che ha vissuto sulla terra.

 

Ora guardati intorno, ogni essere che vedi ha questo scopo, rispondere a questa domanda ed essere felice di aver dato voce al suo Amore nella vita sulla terra. Continua a guardarti intorno e vedrai le difficoltà che ha ognuno ad Essere Amore come potrebbe. Tu vedi la grande difficoltà, il Cielo vede la grande difficoltà e per questo il Cielo invece di stare li a guardare come ognuno di noi se la cava, è una continua manifestazione di aiuto. E proprio di questo argomento ti parlerò nel prossimo articolo.

 

Sara Luce

 

La scoperta del senso della vita continua nella prossima pagina .....

 

La Consapevolezza Di Sè Alla Guida Della Vita è il quarto articolo scritto per chi si sta affacciando alla conoscenza della Realtà dello Spirito

 

 

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