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La ricerca della propria identità

La ricerca della propria identità Ruolo umano e identità spirituale Messaggio

Le Guide Angeliche dettano a Lidia al Gruppo di preghiera Amore e guarigione di Catania

15.05.2012

Fratelli diletti, è sempre una gioia ritrovarvi solidali e convinti delle vostre certezze interiori; sono certezze che attengono alla Verità assoluta, cioè ad una Verità che travalica l'orizzonte dell'immanente. È una Verità che non è dato a tutti  conoscere in quanto, se non si è pronti a farla propria, a contenerla, potrà apparire inaccettabile, potrà essere rifiutata anche e fino a quando la vostra interiorità si prepara man mano ad accettarla, a farla propria. Diversi aspetti della Verità diventano così familiari, così accettabili che si ha quasi il dubbio di conoscerli per la prima volta. Tutto questo è vero perché la conoscenza - che voi pensate di sperimentare, giorno dopo giorno, attraverso il vostro vivere le esperienze in consapevolezza - fa  parte della Conoscenza con la “C” maiuscola e costituisce un bagaglio che si accompagna come eredità divina ad ogni creatura, ad ogni essere che si accinge ad entrare e a far parte del mondo del divenire. Ma siccome il risveglio non è subitaneo, non è repentino, la conoscenza si dispiega a poco a poco nelle sue parti, naturalmente con una attinenza, con una modalità di attinenza al graduale risveglio della creatura.

Se Dio è Conoscenza assoluta, se Dio è Amore assoluto, allora è un fatto indiscutibile la convivenza di Dio con la creatura e, dunque,  ogni allontanamento da Dio, dalla Fonte prima è soltanto un’illusione, un sogno dell'essere incarnato, un sogno necessario, utile per potere riconoscere la propria essenza, tutta la propria essenza. Nelle varie incarnazioni l'identità spirituale dell'essere incarnato può presentarsi nella sua interezza, nella sua specificità ma potrebbe non essere compresa, compresa in pieno.

Infatti, molti fratelli che vivono sulla Terra hanno disconosciuto o frainteso molti aspetti dell'identità spirituale perché - non avendo molto chiara la visione del proprio ruolo, del ruolo spirituale - si identificano con il ruolo umano, materiale. Si cade spesso in questi errori di identificazione perché la parte umana ha un peso determinante, un peso eccessivo nell'esistenza.

Le sofferenze che si affrontano col corpo fisico, anche come emozioni, come stati d'animo, sono assai perniciose e, spesso, fanno deviare dal cammino. Cosicché i nostri fratelli rimangono impantanati nei falsi valori della dimensione che li ospita e non vedono al di là di essi, oltre questo orizzonte limitato. Pertanto il compito precipuo di ogni essere incarnato è la ricerca della propria identità, assai diversa da quella della personalità. Si tenta di accentrare l'attenzione in questo vostro mondo sugli aspetti esteriori della cosiddetta personalità creando dei parametri di riferimento - sempre materiali - pur di poter raggiungere ed avere il consenso sociale.

È obiettivo di ogni uomo questo tipo di gratificazione, il raggiungimento di questa gratificazione ma noi sappiamo con certezza che questo progetto così ambito e perseguito da tanti, genera sconforto, genera disillusione, una grande amarezza; mentre la vita che vi è stata data, fratelli, non è orientata su questi obiettivi, non è  centrata sull’infelicità.

Dio vi vuole felici, Dio vi vuole realizzati nella vostra interezza fisica e spirituale e il dolore - che purtroppo è requisito dimensionale - può essere trasformato, trasfuso nell'accettazione consapevole del proprio karma. Cosicché anche nel dolore dell'esistenza c’è una parte di gioia da riscoprire, da ricercare.

Quante volte noi, fratelli di altre dimensioni che abbiamo una visione allargata sulla vostra esistenza, vi abbiamo stimolato, spronato a ricercare - ad ogni costo - l'aspetto gioioso della vita, la serenità dell'esistenza: una verità che non si può disconoscere anche se la dimensione nella quale siete immersi, con la dicotomia degli opposti, non può farvi disconoscere la parte in ombra che c'è nella vita? Tuttavia - siccome siamo convinti che si può essere creatori e distruttori del proprio benessere - ritorniamo sempre a ribadire questi concetti fino alla nausea, stimolandovi a tenere alto e sempre presente il pensiero positivo, ad alimentare la fiducia e la speranza nella vita, nella vita di oggi e non nel futuro, perché la vita di oggi avrà una prosecuzione di continuità nel tempo a venire.

La vita vi offre infinite possibilità di cambiamento, di trasformazione e io vi dico che è una cosa meravigliosa, che bisogna approfittare di questa vostra esistenza per sviluppare la vostra consapevolezza; siete nel momento giusto e al posto giusto, nel momento epocale che si prepara per tutta l'umanità e vi coinvolge tutti.

Consideratevi, perciò, fortunati perché facenti parte di questo grande evento che era ascritto potenzialmente nella storia dell'umanità ma che capita materialmente a voi, ora.

Il bisogno di crescere, il bisogno di sentirsi vicino agli altri, uguali agli altri è una grande forza che spinge questa umanità verso il risveglio totale, il risveglio della coscienza universale che è ascritta nell'etere dove rimarrà impressa per l'eternità. 

Da anni noi parliamo di questa grande trasformazione - che per noi era un evento già presente, nel tempo senza tempo - ma nella vostra dimensione ha avuto bisogno di tempo necessario per emergere e diventare visibile.

Il mondo intero continuerà ad esistere a dispetto dei pessimisti, dei catastrofisti ma con una apertura di coscienza che non è più quella di oggi, quella del passato. Ci sarà più giustizia, più equità, ci sarà più compassione per chi è più povero, più indigente, ci sarà più onestà nell'amministrazione degli averi, dei beni, del benessere globale.

E da un individualismo ad oltranza ci si allargherà pian piano verso un altruismo totale perché verrà fuori un nuovo convincimento, un nuovo modo di pensare!

Dalla collettività si ricevono soltanto benefici, in seno alla collettività si può vivere in armonia e in collaborazione.

Non si perde dunque niente, non si rinunzia a niente. Il benessere, comunque, cresce in seno alla collettività e sarà un benessere per tutti!

Quanto più ci si allontana - come è stato fino ad oggi - da questa etica, tanta più disparità riscontrerete nel mondo sociale, insieme ai  sentimenti deteriori di avidità, di possesso, di invidia. Tutti gli istinti primordiali di cui l'uomo pensa di non potere fare a meno, di non potersi liberare si dissolveranno, si trasformeranno in amore verso il prossimo, nella condivisione di tutti i problemi della società, dell'esistenza.

Ci si sforzerà in tutti i modi di trovare ogni soluzione ai problemi emergenti. Nella soluzione dei problemi degli altri si vedrà la soluzione dei propri problemi.

È un passo importantissimo che tutta l'umanità dovrà compiere per riequilibrare le energie, le energie che dall'Universo tutto si accentrano sulla Terra e dalla Terra si innalzano e si espandono nell'Universo.

Abbiate pazienza, fratelli, e non fatevi prendere dallo sconforto per quanto vi suggeriscono le immagini e i fatti riportati dai mass media perché – ancora - qualche problema si dovrà affrontare, ma il superamento sarà definitivo allorquando tutta l'umanità sarà convinta di lasciare il vecchio per il nuovo. Allora tutta l'economia rifiorirà e il benessere sarà alla portata di ogni uomo!

Noi vediamo tutto questo meraviglioso cambiamento realizzato già nell'eterno presente e siamo fiduciosi che l'operato dell'uomo, il suo pensiero contribuirà a renderlo visibile, a renderlo concreto.

Mi fermo per darvi possibilità di esprimere dubbi, domande. Siamo qui per voi. 

Domanda

Si chiede per quale motivo l'essere che si reincarna dovrà ripetere questa esperienza per migliorare la sua essenza mentre da un'altra parte diversi esseri evoluti - cito Kryon come esempio - non hanno bisogno di incarnarsi avendo già una propria essenza espansa. Allora, l’essere incarnato, dimenticando la sua consapevolezza, dovrà riacquistarla? Si desidera una risposta chiarificatrice.

R:  Ecco, hai centrato un problema importantissimo e a me fa piacere renderlo comprensibile perché è una verità trascendentale di difficile comprensione. Allora, si può vivere in uno stato di perenne comunione con Dio e non sentire il bisogno di fare esperienze perché è presente la consapevolezza in maniera totale e, quindi, ogni incarnazione diventa - non dico inutile ma non necessaria; ma a volte, anzi spesso, questo tipo di consapevolezza non è presente e si ha l'impressione di essere lontani da Dio, smarriti senza una meta, senza una destinazione, senza una collocazione certa, non si è sicuri della propria identità.

Allora si impone, diventa necessaria la rinascita - anche su altre dimensioni - senza il corpo. Si può avere una visione limitata della propria consapevolezza però l'apprendistato migliore, per eccellenza, è il campo della Terra dove esiste la disparità e l’ambivalenza.

La consapevolezza può essere un dato certo della creatura, come può essere disconosciuta e si ha dunque il bisogno di sperimentarla, di acquisirla sulla Terra ma anche su altre dimensioni.

L'incarnazione è necessaria per un certo tipo di apprendistato ma anche senza incarnazione - in altre dimensioni - si procede nell'apprendistato, si va avanti  perché, come tu sai, la sete di conoscenza cresce sempre. Come cresce l'amore cresce anche la conoscenza!

Questo Kryon di cui tu parli è sazio e pago del suo grado di consapevolezza ma non è detto che sia sempre uno stato permanente, uno stato eterno perché – vi ricordo- che si va sempre verso Dio, verso una conoscenza sempre più profonda di Dio e quindi conoscere significa amare, significa essere più vicini a Dio.

Vuoi sapere altro fratello?

No, grazie.

Seconda domanda

Silvestro chiede: io, riconosco di avere nei confronti della vita un modo magico nell'osservare, nel sentire, nell'interpretare e così via. Mi chiedo - a volte – se in questa vita devo comunque sperimentare una via diversa di quella vissuta, sperimentata. 

R: Siccome la tua coscienza è molto aperta, tu già conosci quello che ti attende - giorno dopo giorno - e tutti gli avvenimenti che ti si presentano sono qualcosa che tu già presumevi di conoscere. La magia che annoveri negli avvenimenti della tua vita provengono dalla conoscenza che ha il tuo spirito, conoscenza di quello che la vita propone - giorno dopo giorno. È naturalmente un requisito che ti porti da altre esistenze e devi esserne fiero perché il tuo atteggiamento nei confronti della vita è come quello di un bambino che vive nel mondo delle fiabe e crede nella magia. In fondo la vita va affrontata in questa maniera.

Addio, fratelli.

 

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